giovedì 26 gennaio 2012

Book Review: Scarlett Thomas

Questa sì che è davvero una novità sconvolgente nel mio blog. Parliamo di libri. In realtà avevo in mente di parlare di alcuni libri che sto studiando all'università ma poi non ne avevo troppa voglia di sbattermi a scrivere di Utopia di Thomas More, de La Guerra Dei Mondi di Wells e di Lo Hobbit di Tolkien. Ragion indi per la quale, parlerò della mia scrittrice contemporanea preferita. Inglese. Ovvero, Scarlett Thomas. Che molti odiano, che molti snobbano, che molti bla bla. Chissenefrega. Io la amo. La vorrei come sorellona. O come insegnante, visto che lo è. All'Università del Kent però.

Allora, facciamo mente locale. Scarlett Thomas ha pubblicato finora, a quanto leggo su Wikipedia, otto romanzi. Io ne ho letti cinque e credo che siano gli unici tradotti in italiano. Sì perchè i primi tre li ha scritti su commissione, quindi diciamo che non valgono esattamente. Va bene, allora andiamo in ordine cronologico.

L'isola dei segreti (Bright Young Things)
Intanto parto dicendo che mi piacciono indistintamente tutti i suoi libri, e questo non fa eccezione. L'isola dei segreti è un romanzo che racconta le paure e le ansie di sei protagonisti che, non si sa come, si ritrovano su un'isola provvista di tutto (casa, cibo, intrattenimenti) ma non di abitanti. E qui i sei protagonisti dovranno confrontarsi tra loro e verranno messi di fronte alle loro paure, per cercare di superarle o, quantomeno, interiorizzarle. Potremmo definirlo appartenente al genere Robinsonade, ma Scarlett Thomas (che per quanto non le piaccia la definizione è, in tutto e per tutto, postmoderna) mette in discussione, man mano che la trama si dipana, la voglia di tornare a casa, di tornare nel nostro familiare mondo. In realtà il concetto di 'casa' e di 'familiare' lo mette in discussione in ogni sua opera e, leggendo la sua biografia, si capisce tranquillamente il perchè. Comunque è un libro che vedrei bene come telefilm, don't ask me why. 

Il Giro Più Pazzo Del Mondo (Going Out)
Sto completamente perdendo la fede nei traduttori di titoli italiani. Va beh. Facciamo finta di niente. Non so perchè ma questi due primi romanzi li vedo più simili rispetto ai successivi. Diciamo meno celebrali e con più trama 'tradizionale' e meno sci-fi, in a way. Going out parla di un ragazzo che è cresciuto e vive in casa e non è mai uscito dalle quattro mura per una rara malattia al sole. Sembra tanto la storia di molti ragazzini oggi che passano ore e ore al pc guardando foto di luoghi bellissimi e magari anche vicini a loro ed esclamano "Che bello! Vorrei essere lì e non qui in questo luogo di merda" e poi se ne stanno inchiodati alla sedia quando potrebbero benissimo alzare il culone e uscire di casa. La maggior parte della gentaglia che c'è su Tumblr è così, ad esempio. Va beh, questo non centra una benemerita minchia col libro. Che è molto bello perchè racconta, oltre la storia del malato Luke, quella dei suoi amici e del viaggio che faranno per cercare qualcuno che curi Luke. E anche qui c'è sempre il confronto con le paure di ognuno dei personaggi.

PopCo
Aha, questo non l'hanno tradotto. Per fortuna. E qui arriviamo al primo romanzo 'celebrale' anche se mi fa abbastanza cagare come termine. Perchè qui la trama è intrisa di matematica, di critica alle corporazione e di criptografia. In questo romanzo è fondamentale anche il setting, che è molto evocativo e riusciamo a farcene una chiara immagine in testa. E, cosa strana nei romanzi della Thomas, qui c'è una relazione donna-uomo normale. Normale. In tutti gli altri libri, precedenti e successivi, le storie d'amore sono sempre complicate, impossibili, irrealizzabili, distruttive. Ma qui è talmente normale da risultare (quasi) banale.

Che fine ha fatto Mr Y (The end of Mr Y)
E arriviamo al suo capolavoro, al suo best seller. L'unico che ho riletto due volte. Un bellissimo racconto intriso di taaanta fantascienza, di una storia d'amore che non è possibile nel nostro mondo, di fisica quantistica, di formule perdute, di libri introvabili, di nemici alle spalle, di poche persone di cui fidarsi, di dei improbabili, di freddo, di cibo in scatola, di uffici condivisi, di università, di professori e di vino rosso, di morte e di non morte, di scopate nei cessi, di amanti, di sporco e di persone che sembrano tanto strane ma che rappresentano semplicemente la normalità.

Il nostro tragico universo (Our tragic universe)
Stranamente il titolo italiano è l'esatta traduzione di quello inglese. Wow. Comunque questo è il suo ultimo romanzo ed è naturalmente bellissimo. Siamo esattamente dove vive realmente Scarlett Thomas, a Dartmouth e nella protagonista, Meg, ci si identificano un po' tutti. Lei è un po' tutti noi, nonostante abbia 40 anni e sia una scrittrice che ancora deve scrivere il suo romanzo (scrive su commissione, è una ghost writer) . Quello che la rende terribilmente umana nel suo essere un personaggio di un libro di finzione sono i suoi pensieri riguardo la vita, riguardo le relazioni, le amicizie. Il nostro tragico universo è bellissimo anche perchè inserisce, accanto temi quali la Seconda Vita e il Punto Omega come alternativa a Dio, il lavoro a maglia, le tecniche narrative di Aristotele e la superstizione di una strana creatura canina che spaventa la città. Credo che, finora, sia il mio romanzo preferito di Scarlett.




Questo è tutto gente. Se vi piace la letteratura postmoderna e la fantascienza e le speculazioni filosofiche vi consiglio di leggervi i romanzi di Scarlett Thomas, ha una scrittura travolgente ed è difficile non innamorarsene. Cià!

martedì 24 gennaio 2012

Life Review

Mentre continuo imperterrita a studiare Tommaso Moro e la sua Utopia, mi sono resa conto di quanto sono inconcludente e pigra. Non va per niente bene. Sono talmente fancazzista che ho ben 3 post in sospeso in questo blog dal 1870 ed è vergognoso. Mobbasta. Scriverò i miei buoni propositi del 2012, aka l'ultimo anno dell'umanità.

New Year's Resolutions:

  • Quando suona la sveglia, alzarsi da quel fottuto letto. Tipo subitissimo. Scattare in piedi come un soldatino. Forse dovrei mettere la sveglia in un luogo tattico. Tipo sotto il materasso. O sulla scrivania. Così devo per forza alzarmi per spegnerla. 
  • Devo studiare almeno 5 ore al giorno. Quindi, colazione veloce, ci si veste e si studia. Tanto. E bene. Qualcuno dovrebbe innestarmi un pensiero in testa che se non studio qualcuno nel mondo morirà a causa mia (cfr. The Box)
  • Scrivere, scrivere, scrivere. Ho sempre miliardi di idee che però rimangono in testa perchè sono troppo pigra per mettermi giù a scriverli. Quindi ogni fottutissima volta che ho delle idee, anche se sono idee poco valide, devo scriverle. O tutto è perso per sempre nella nebbia dei miei neuroni. 
  • Finire quello che inizio. Questo è un gran problema, un problema (io spero) che abbiamo in tanti. E che con un po' di impegno si può risolvere. Almeno spero. Devo pensare ad ogni cosa che inizio che domani potrebbe essere il mio ultimo giorno sulla terra e che non vorrei che i postumi vedessero solo cose incompiute. 
  • Continuare a guardare La strada per la felicità e discuterne amabilmente con la nonna. Non so se voi abbiate mai avuto il piacere di seguire questa adorabile Soap Opera tedesca, ma fa schifo. E fa talmente schifo, ed è talmente ridicola che non puoi più fare a meno di seguirla. 
  • Seguire la dieta sempre. Mi posso concedere al massimo un pasto alla settimana di sgarro cosicchè il mio fisico non ha il tempo di assimilare i grassi. Ma dovrei anche fare più spesso i cupcakes perchè sono belli e mi vengono bene.
  • Suonare e cantare di più che fa bene sia alla salute che allo spirito. Ciò vuol dire scrivere nuove canzoni e stimolare la creatività. E comprare una tastiera nuova che è ora. 
Non so se ho scritto tutto quello che avevo in mente quando ho pensato di fare una lista di buoni propositi, però ci ho almeno provato. Voi altri nel mondo siate bravi e siate attivi che il tempo di riposarci ce l'avremo da morti e sarà eterno. Bye!