venerdì 1 febbraio 2019

Series Review: YOU

Da qualche giorno ormai ho finito una breve serie originale Netflix che avevo iniziato un po' svogliatamente a guardare la sera prima di dormire (pessima scelta di orario, temo). Non perché sia horror e neanche particolarmente thriller. Ma perché parla di stalking, ossessione e spionaggio che CIA, spòstate. 
Sto parlando dell'ormai discussa YOU, che vede come attori protagonisti Penn Badgley e Elizabeth Leil. La serie è tratta da un romanzo, pubblicato nel 2014. Leggendo qua e là sull'internet mi pare di capire che a molti è piaciuta e ad altri ha fatto schifo, dividendo un po' il pubblico. Il mio giudizio è più positivo che negativo ma se proprio dovessi dare un voto da 1 a 10 starei sulla sufficienza e un mezzo punto in più.

La trama è molto semplice, in realtà: Joe è un trentenne che abita a New York e lavora in una bellissima libreria e sviluppa un'insana ossessione per Beck, che un giorno commette l'errore fatale di andare a comprare un libro da lui. Da quel giorno Joe la seguirà OVUNQUE, e intendo ovunque. 

Il tono di questo telefilm è sicuramente (e volutamente) grottesco: infatti, nonostante la premessa sia quella di un thriller, né la regia né la sceneggiatura vanno in quella direzione. Il fatto che Joe parli, per il 90% dello show, con la voce fuoricampo che esprime i suoi pensieri, ci rende il tutto molto meno spaventoso e con rari momenti di suspance. Il punto di vista è proprio quello del carnefice, ovvero di Joe e, solo per una breve parte di un episodio, viene usato quello di Beck, illudendoci di un cambio di prospettiva che, di fatto, non avviene. Usare il point of view di Joe è stato chiaramente rischioso per i produttori della serie perché molte persone hanno visto in questa scelta una sorta di volontà di redenzione del personaggio che, secondo me, non era per niente prevista e nemmeno voluta. Alla fine della serie, se siamo normali, Joe ci schiferà moltissimo e vorremmo che facesse una fine orribile, nonostante durante il corso delle dieci puntate, abbiamo potuto comprendere l'origine del suo comportamento malato. E dico comprendere e non giustificare. 

Dal punto di vista degli attori, per me, Penn Badgley ha fatto un ottimo lavoro. Con quell'aria così smunta e quello sguardo sempre un po' borderline tra il rassicurante e l'ossessionato, ha incarnato perfettamente un personaggio profondamente turbato psicologicamente che cerca di vivere nel mondo reale secondo le proprie regole che, ovviamente solo per lui, sono quelle giuste. Certo, non mancano anche momenti da face palm e alcuni risvolti assolutamente improbabili: un esempio su tutti è quando Paco, il ragazzino che ahimè ha Joe come mentore, lo saluta al momento del suo trasloco abbracciandolo e sorridendogli quando sicuramente sa cosa ha fatto alla povera Beck. 
Beck, parliamo un attimo di lei. Credo che anche col suo personaggio sia stato fatto un buon lavoro di rappresentazione: bella ma fragile, con un potenziale che fatica a far fuoriuscire, rappresenta esattamente ogni trentenne di questi tempi che 'danza' per il mondo facendosi trasportare dagli eventi. Questo non la rende debole, ma solo vulnerabile. E purtroppo questa sua vulnerabilità è ciò che la rende vittima perfetta di un sociopatico come Joe.

Penso di aver detto tutto quello che mi ero prefissata di dire. Voi l'avete vista YOU? Vi è piaciuta, vi ha lasciato indifferenti, vi ha fatto schifo? Dite, dite!


Nessun commento:

Posta un commento