sabato 30 ottobre 2010

Film Review

Grazie al cielo, sono abbastanza spensierata da poter scrivere di film. Evviva, era ora.

Allora, l'altro ieri ho riguardato per la seconda volta Eternal Sunshine Of The Spotless Mind. E' sicuramente uno dei miei film preferiti di sempre. Alla seconda visione è tutto più chiaro, non c'è nessun dubbio riguardo l'intricata (fino ad un certo punto) trama.

Quel film riesce ad essere pura realtà pur essendo ambientato all'interno della mente di un personaggio e pur trattando temi quasi "fantascientifici" (la pratica di cancellare determinati ricordi attraverso una mappatura dei ricordi nel cervello). Chi non ha desiderato mai cancellare per sempre dalla propria mente una persona scagli la prima pietra.  Credo che se esistesse veramente la Lacuna io sarei sempre là a farmi cancellare persone su persone.

E' un film in cui mi rispecchio molto, ci sono molte frasi che mi fanno ripensare alla mia vita, alle mie esperienze. Ad esempio questa, detta da Joel (interpretato magistralmente da Jim Carrey, che dimostra ancora una volta la sua bravura): "Why do I fall in love with every woman I see that shows me the least bit of attention?"

E' esattamente quello che capita a me. Quando l'ho riguardato l'altra sera mi sono particolarmente commossa in una determinata scena. Quando Mary (interpretata da Kirsten Dunst), dopo aver scoperto di essersi sottoposta anche lei alla procedura di cancellazione del dottor Mierzwiak, chiede a Stan "Com'ero? Sembravo felice?". E' una cosa tristissima, mi ha fatto veramente piangere.

Dal punto di vista tecnico io lo vedo perfetto, la regia è ottima, la fotografia è molto buona. E la sceneggiatura è qualcosa di sublime, qualcuno faccia santo Kaufman perchè se lo merita. Tutti almeno una volta nella vita hanno pensato, in momenti particolarmente bui, di scrivere una storia simile in cui la mente si poteva liberare dal pensiero della persona amata una volta per tutte. Ma Kaufman ha messo nero su bianco una storia che, nel suo anacronismo, è perfetta. Perfetta, non si può dire altro.

Una delle tante cose che amo in questo film, è il personaggio di Clementine. Perchè è tutto quello che io vorrei essere: bella senza sforzo, fuori dagli schemi, solare, un po' alcolizzata, artista, intelligente, furba, tenera, un po' bambina, perspicace. Ecco, io vorrei essere così.

sabato 23 ottobre 2010

Film Review

Allora. Oggi ho voglia di parlare di Richard Kelly. E' un regista che finora ha diretto solo tre film (è molto giovane, per carità). E almeno due di quei tre sono molto "famosi" e discussi da tempo. Sono ancora incerta sulla mia opinione riguardo al giovine regista, soprattutto perchè mi manca ancora uno dei suoi tre film da vedere (ma ho sentito pareri contrastanti su di esso), e ancora di più perchè il suo esordio è uno dei miei film preferiti mentre il suo secondo film è una emerita schifezza.

Iniziamo a dare dei nomi alle cose per fare un po' più di chiarezza. Allora, Richard Kelly esordisce nel 2001 con il film Donnie Darko. Alla sua uscita nelle sale non ottene grande successo, ma dopo la distribuzione in home video il film è entrato direttamente nella lista dei cult. Cerchiamo di capire il perchè.
Fossi brava a scrivere le trame, la scriverei. Ma evito che è meglio. Quindi. Donnie Darko è uno dei miei film preferiti perchè la regia è ottima (ci sono alcuni virtuosismi tecnici non indifferenti e soprattutto, non fini a se stessi), la fotografia pure. La sceneggiatura non ha momenti deboli (ci sono un sacco di citazioni ad altri film di altri registi, come ad esempio ad E.T.), la colonna sonora è a dir poco perfetta. In questo film riconosco solo qualità positive, tutto è perfetto (secondo il mio punto di vista).

Secondo film, siamo nel 2006. Southland Tales - Così finisce il mondo. Magari l'idea di fondo c'era. Ma non si capisce, per niente. Il film è un insieme di generi mischiati male, attori a dir poco scadenti (cioè, Dwayne Johnson perdio!), spiegazioni fantascientifiche date nel modo sbagliato. Dura più di due ore, e arrivare alla fine del film è un miracolo. Capirci qualcosa invece è proprio impossibile.

The Box è quello che manca al mio appello. Devo vederlo, per riuscire ad inquadrare il regista anche se più o meno mi sono già fatta una mezza idea. E sarebbe questa: Richard Kelly è un ottimo regista (e anche sceneggiatore) che quando ha a disposizione troppi mezzi (e capitale) rischia di strafare ottenendo risultati deludenti. Dà il meglio di sé utilizzando pochi mezzi ma buoni, quindi si esprime benissimo con prodotti indipendenti. Donnie Darko ne è l'esempio lampante.

E qui finisco il mio nonsense-discorso, dicendo che comunque nutro molte speranze nel giovane ragazzo. Perchè un film come Donnie Darko non può essere solo un caso isolato di infinita genialità.



Vi lascio col primo cortometraggio di Kelly, risalente al 1996, quando ancora studiava all'università di cinema:

venerdì 1 ottobre 2010

Film Review: Quentin Tarantino

Ed eccoci di nuovo qui a parlare di film. D'altronde solo col computer ci posso parlare senza che mi prenda per una affetta da sindrome di Asperger, quindi.

Stavo riflettendo su una possibile classifica dei film di Tarantino. Sì, adesso tutti a pensare "che palle, l'ennesima fissata per quel logorroico di Tarantino!". E in effetti, sì, sono proprio una fissata per Quentin. Cacchio, dico. I suoi film sfiorano (se non quando raggiungono) la perfezione stilistica.

E quindi ecco qui a fare la mia classifica. Che non è fatta in modo razionale, ma solo (come si usa dire ultimamente) di "pancia".

1. Pulp Fiction: sfido chiunque a trovare uno stracazzo di difetto in questo film. Non c'è. E' tutto così dannatamente perfetto che anche chi odia a morte Tarantino non può fare altro che abbassare il capo e ammettere la perfezione dell'opera. La storia è (come dico spesso io per indicare qualcosa di mooolto bello) devastante, i personaggi sono degli emeriti idioti sotto la guida del regista più geniale e folle d'America, l'anacronismo non ha un attimo d'esitazione. Gli attori sono perfetti. Le scenografie sono perfette, le musiche sono perfette. Non c'è una sbavatura.

2. Grindhouse: A Prova Di Morte. Ehssì, avete letto bene. Il film che la maggior parte dei fan di Tarantino considera il peggiore della sua filmografia, io l'ho messo secondo. Perchè è un film che mi esalta tantissimo. E' un film divertentissimo, costruito da dio, con la pellicola rovinata, la parte in bianco e nero, il climax finale dell'inseguimento delle due macchine. Col culo che sta sempre sul bordo della poltrona perchè non si sa come va a finire finchè non finisce. Eppoi, anche io da donna, ammetto che il balletto di Butterfly sulle note di Down in Mexico dei Coasters è una cosa eccitantissima.

3. Bastardi Senza Gloria. Chi non l'ha trovato fantastico? [Vabbè, a parte il mio ex che però è un idiota di prima categoria]. Quando sono uscita dal cinema volevo andare allo spettacolo successivo per rivedermelo, perchè è troppo "ooooooh!". Qui c'è un mexican standoff da non dimenticare mai. E' il più bello di tutti i film di Tarantino. E poi il finale, odeo, il finale. Che, guarda caso, avviene all'interno di un cinema. E Eli Roth che in preda all'odio e all'eccitazione riduce il Führer ad un colabrodo. E Daniel Brühl, omiodio. Come fa Shoshanna ad essergli così indifferente?! Per me rimane un mistero. Fatto sta che fa proprio lo stronzo nel film. Ben gli sta.

4. Le Iene. Embè, i Reservoir Dogs sono mitici. "Ma di cosa parla sto film?" "Di una rapina di diamanti andata male". E poi ci pensi. Ma in realtà della rapina non ci viene mostrato proprio niente. Figata n° 1: un film che parla di una rapina senza mai far vedere la rapina. E dove mettiamo il discorso iniziale su Like a virgin?! Da scompisciarsi. E dove lo mettiamo Michael Madsen che balla prima di torturare il povero poliziotto malcapitato?!

5. Kill Bill vol. II. Sì, preferisco il secondo. Una spiegazione vera e propria non c'è. Forse perchè è quello più raccontato e meno "combattuto", forse perchè il combattimento nella roulotte tra Daryl Hannah e Uma Thurman vale tutto il combattimento contro O-Ren, forse perchè quando viene sepolta viva ci sentiamo claustrofobici anche noi, forse perchè è una figata vedere l'addestramento con Pai Mei, forse semplicemente perchè alla fine " La leonessa si è ricongiunta al suo cucciolo e tutto va bene nella giungla". 

6. Kill Bill vol. I. Degno di nota qui soprattutto il capitolo sulle origini di O-Ren. Spietato, ma grazie all'anime diventa più "leggero" [se possibile]. Rimarrà nella storia il combattimento nella Casa delle Foglie Blu. Perchè è perfetto nel suo bianco/nero. Rimarrà nella storia lo scalpo di Lucy Liu che cade col sangue nella neve bianchissima. E in ogni caso, nonostante i due capitoli, non si può dire che Tarantino non abbia partorito un qualcosa di assolutamente geniale. La storia di una banda di assassini che per ripicca uccidono un ex-membro e la sua [inevitabile e durissima] vendetta. 

7. Jackie Brown. Un po' mi dispiace che Jackie Brown sia arrivata ultima nella mia classifica. Però il film mi piace, anche se meno degli altri. Memorabile la scena in cui Robert De Niro non trova più la macchina nel parcheggio del centro commerciale e la ragazza bionda continua a prenderlo in giro. Beh, mai fare incazzare il vecchio Robert [soprattutto se ha una pistola carica in mano]. E' un bel film però, su questo non c'è niente da dire. Il personaggio di Jackie Brown esce bene, si vede la donna forte e determinata quale è. E in effetti lo mette in culo a tutti. Fossi anche io un po' così!