sabato 23 ottobre 2010

Film Review

Allora. Oggi ho voglia di parlare di Richard Kelly. E' un regista che finora ha diretto solo tre film (è molto giovane, per carità). E almeno due di quei tre sono molto "famosi" e discussi da tempo. Sono ancora incerta sulla mia opinione riguardo al giovine regista, soprattutto perchè mi manca ancora uno dei suoi tre film da vedere (ma ho sentito pareri contrastanti su di esso), e ancora di più perchè il suo esordio è uno dei miei film preferiti mentre il suo secondo film è una emerita schifezza.

Iniziamo a dare dei nomi alle cose per fare un po' più di chiarezza. Allora, Richard Kelly esordisce nel 2001 con il film Donnie Darko. Alla sua uscita nelle sale non ottene grande successo, ma dopo la distribuzione in home video il film è entrato direttamente nella lista dei cult. Cerchiamo di capire il perchè.
Fossi brava a scrivere le trame, la scriverei. Ma evito che è meglio. Quindi. Donnie Darko è uno dei miei film preferiti perchè la regia è ottima (ci sono alcuni virtuosismi tecnici non indifferenti e soprattutto, non fini a se stessi), la fotografia pure. La sceneggiatura non ha momenti deboli (ci sono un sacco di citazioni ad altri film di altri registi, come ad esempio ad E.T.), la colonna sonora è a dir poco perfetta. In questo film riconosco solo qualità positive, tutto è perfetto (secondo il mio punto di vista).

Secondo film, siamo nel 2006. Southland Tales - Così finisce il mondo. Magari l'idea di fondo c'era. Ma non si capisce, per niente. Il film è un insieme di generi mischiati male, attori a dir poco scadenti (cioè, Dwayne Johnson perdio!), spiegazioni fantascientifiche date nel modo sbagliato. Dura più di due ore, e arrivare alla fine del film è un miracolo. Capirci qualcosa invece è proprio impossibile.

The Box è quello che manca al mio appello. Devo vederlo, per riuscire ad inquadrare il regista anche se più o meno mi sono già fatta una mezza idea. E sarebbe questa: Richard Kelly è un ottimo regista (e anche sceneggiatore) che quando ha a disposizione troppi mezzi (e capitale) rischia di strafare ottenendo risultati deludenti. Dà il meglio di sé utilizzando pochi mezzi ma buoni, quindi si esprime benissimo con prodotti indipendenti. Donnie Darko ne è l'esempio lampante.

E qui finisco il mio nonsense-discorso, dicendo che comunque nutro molte speranze nel giovane ragazzo. Perchè un film come Donnie Darko non può essere solo un caso isolato di infinita genialità.



Vi lascio col primo cortometraggio di Kelly, risalente al 1996, quando ancora studiava all'università di cinema:

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