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lunedì 9 settembre 2019

Music Review: Norman Fucking Rockwell - Lana del Rey

Lana è tornata, finalmente. Da qualche mese aveva pubblicato alcuni dei singoli dal nuovo attesissimo album Norman Fucking Rockwell. I singoli in questione erano: Mariners Apartment Complex, Venice Bitch e Hope is a dangerous thing for a woman like me to have - but I have it. Solo il signor Spotify sa quante volte in questi mesi ho ascoltato questi tre singoli. Venice Bitch, poi. In loop per ore: un pezzo che dura più di nove minuti, con una parte strumentale che adoro. 

Il 30 agosto è finalmente uscito l'album, prodotto da Jack Antonoff (che ormai sta producendo gli album di tutti, è ovunque). Quando ho fatto play per la prima volta e parte la title track Norman Fucking Rockwell, Lana inizia a cantare: "Goddamn, manchild. You fucked me so good that I almost said I love you". E allora a quel punto sai già che sarà una bomba di album. E infatti lo è: Lana del Rey non ha fatto altro che migliorare dal primo album a questo, dimostrandosi ad oggi una delle cantautrici indie pop migliori. Dal punto di vista dei testi, questo album è assolutamente il suo migliore. Lo dico con convinzione. Abbandonati i cliché da bad girl che è sempre l'altra donna di qualche uomo più vecchio di lei che contraddistinguevano il primo album, Born to die, e che ritroviamo anche nel secondo Ultraviolence, anche se è migliore dal punto di vista musicale, Lana ha intrapreso una nuova traiettoria sia dal punto di vista delle melodie che dal punto di vista dei testi a partire dal terzo album Honeymoon; due anni fa è uscito Lust for life, che contiene alcune delle canzoni migliori della sua carriera (Heroin e Tomorrow never came, per me).

L'album è composto da quattordici pezzi e, come non mi è successo mai per i suoi album fino ad ora, mi piacciono tutti. Di solito negli album precedenti c'erano sempre almeno un paio di canzoni che saltavo quasi sempre perché non erano all'altezza, mentre qui mi piacciono tutte. Alcune più di altre, è ovvio (penso ad esempio alla title track, a Venice Bitch, a The Greatest), ma in generale non ce n'è neanche una che non mi piaccia. E' bella anche la cover che ormai avrete sentito tutti di Doin' Time (e vi consiglio vivamente di vedere il video, dove una Lana gigante cammina per le strade di Los Angeles). Inoltre, secondo me è un album particolarmente equilibrato: si apre col botto e finisce pure col botto. La combo Happiness is a butterfly e Hope is a dangerous thing è perfetta dal punto di vista emotivo, poetico e musicale. 

Come ho già ammesso in passato, continuo a non avere il desiderio di vedere Lana del Rey live perché è una performer mediocre ma questo non toglie il fatto che sia una grande artista e cantautrice, in grado di partorire opere assolutamente godibili e, con questo Norman Fucking Rockwell, direi quasi obbligatorie per gli amanti dell'indie pop. Per me merita assolutamente un 9. Brava Lana, Lizzie, Elizabeth, chiamatela come ve pare. E bravo Jack, sono sicura che il tuo contributo sia stato più che utile a rendere questo album il migliore di Lana del Rey ad oggi. 


3 commenti:

  1. Lana mi piace, anche se a lungo andare ha un effetto assuefacente che mi fa stoppare l'ascolto ^^' comunque "Hope blablabla" è davvero uno dei suoi pezzi migliori.

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