venerdì 20 maggio 2011

Film Review

Sto guardando troppi film in questo periodo. Dovrei studiare. Avrei tipo cinque esami da fare. In un mese e mezzo. Mi sento molto come il Drugo. Troppo rilassata e/o menefreghista. Beh. Insomma. Le mie ultime visioni sono per lo più incentrate su due giovini e promettenti attori: Ellen Page e Joseph Gordon-Levitt. Fangen wir an! 


Brick - Dose mortale.
Devo dire che questo film è molto bello e molto ben fatto, pur avendo qualche scivolata in qua e là che però si nota solo essendo molto pignoli e che si può giustificare tranquillamente considerando che è il primo lungometraggio del regista Rian Johnson
La sceneggiatura scorre liscia, anche se magari è frettolosa in alcune scene. Così come in alcuni punti è eccessivamente frenetico il montaggio ma, come ho già detto, la cosa passa in secondo piano. La cosa che colpisce molto in questo film è sicuramente l'ambientazione anonima. Siamo in un punto imprecisato della California, ma si capisce sin dalla prima scena che tutto il film si svolgerà nei sobborghi. E la fotografia rende il tutto molto molto realistico. Interpretazione decisamente convincente per Joseph Gordon-Levitt che, pur non essendo l'unico personaggio della storia, fa da protagonista assoluto di questo thriller-poliziesco-noir che, tra l'altro, è accompagnato da musiche particolari, a tratti spiazzanti e a tratti coerenti. 
Insomma, guardatelo perchè è bello. Anche se è meglio non guardarlo in italiano, perchè la doppiatrice di Emilie de Ravin è oscena.






Manic è un film indipendente, genuino, fatto col cuore e diretto con uno stile documentaristico. Segue le vite di alcuni ragazzi all'interno di un ospedale psichiatrico. In particolare, ci racconta la storia dal punto di vista di Lyle (un bravissimo e molto giovane Joseph Gordon-Levitt)che, dopo aver picchiato violentemente un ragazzo con una mazza da baseball durante una partita, viene portato nell'ospedale. Lo vediamo alle prese con la rabbia, lo vediamo fare i conti con se stesso e con gli altri mentre cerca di capire le ragioni che l'hanno portato lì, lo seguiamo in ogni suo comportamento, buono o cattivo che sia. Come ho già detto, Manic è un film fatto col cuore; si vede benissimo che gli sceneggiatori e il regista non sono scesi a nessun tipo di compromesso e hanno mantenuto il film sincero e coerente all'idea di partenza. L'unica nota negativa è che in alcuni momenti si sfiora (e si raggiunge) la noia. Per il resto è consigliatissimo.




The Lookout - Sguardo Nel Vuoto. Questo film vuole così tanto assomigliare a Memento che quasi mi ha infastidito guardarlo fino alla fine. Boh, la storia è anche carina. Un ragazzo reduce da un bruttissimo incidente in auto (tra l'altro di cui è colpevole) tira avanti vivendo con un cieco e scrivendosi tutto quello che deve fare su un quadernino. La sua vita cambia quando una banda di ladri di banche lo coinvolge in una rapina. Questo è. Però è noiosissimo. Almeno per me lo è stato. Non so se sono io che il genere "action" non lo sopporto o se The Lookout è veramente lunghissimo. Poi, finale scontato, regia pallosa. Insomma. Non mi è piaciuto quasi per niente. Perchè Joseph Gordon-Levitt è sempre bravissimo. Dagli qualsiasi ruolo e lui lo fa perfettamente.




Mouth to mouth è un film ingenuo, acerbo, un po' confusionario ma sicuramente carino e gradevole. Diciamo che la regista si perde un po' qua e là durante il film. All'inizio sembra che ci dobbiamo sorbire un sacco di primissimi piani, poi invece cambia e non segue una linea ben precisa. La storia può sembrare abbastanza scontata: Sherry, ragazza punk scappata di casa che vive per strada, si unisce all'organizzazione SPARK (Street People with Radical Knowledge). In questo gruppo lo scopo è di vivere insieme per strada senza sottomettersi nè ai genitori, nè ai professori, alla polizia, a nessuna istituzione. Aiutano anche alcuni drogati a disintossicarsi. Ma andando avanti col tempo, Sherry si accorgerà che la SPARK non è altro che un'imposizione come un'altra capitanata da un boss che vuole assumere sempre più potere. Diciamo che Mouth to mouth si regge quasi tutto sulla splendida interpretazione di Ellen Page che fa passare un po' in secondo piano una sceneggiatura decisamente debole.



Hard Candy. Era da tantissimo tempo che volevo vedere questo film. E sapere già tutta la storia mi ha decisamente rovinato la visione. Ma ma ma. Il film è tecnicamente bello, nonostante quei primissimi piani molto presenti (per i quali io non vado matta) e nonostante quei lunghissimi piani sequenza. Ciò che veramente si distingue è la fotografia, che ho trovato magnifica. E, ovviamente le interpretazioni. I protagonisti sono praticamente solo Ellen Page e Patrick Wilson che riescono a tenere abbastanza viva l'attenzione per tutto il film, cosa non facile visto che il film si svolge al 90% all'interno dello stesso luogo. La sceneggiatura non mi ha convinta più di tanto, ci sono alcuni momenti deboli in qua e là, ma la storia è sicuramente interessante. Bellissima la locandina anche se, sinceramente, non ne ho capito appieno il nesso. Qualcuno più sveglio di me me lo dica se vuole. In ogni caso, primo lungometraggio molto riuscito per il regista di videoclip David Slade.



Ora ecco due film che non c'entrano niente con i due attori citati all'inizio.


The Faculty è un film di una banalità impressionante: in un liceo dell'Ohio ormai allo scatafascio, un parassita alieno si impadronisce di tutti i professori prima, e poi di quasi tutti gli studenti. Alcuni ragazzi si accorgono di ciò che sta succedendo e si mettono insieme per cercare di distruggere l'alieno madre e liberare tutti quelli posseduti. Indovinate chi fa parte della banda? Sì, c'è lo studentello sfigato (Elijah Wood), c'è il figo ripetente (Josh Hartnett), c'è l'outsider, c'è la nuova arrivata, il giocatore di football e la gnocca di turno. Ma The Faculty ha anche qualche nota positiva. Che non riguarda di certo gli effetti speciali. E' farcito di continui riferimenti alla letteratura e ai vecchi film sci-fi. Addirittura, i ragazzi non sapendo come fare agiscono come gli umani ne L'invasione degli Ultracorpi. Se non fosse per una Salma Hayek lì e qualche schizzo di sangue là, Robert Rodriguez non si sentirebbe nemmeno in The Faculty. Di cui, infatti, è solo regista. E la cosa è molto ma molto EVIDENTE. Ecco, non ve lo consiglio a meno che il genere alla "Piccoli Brividi" non vi piaccia. E se proprio proprio volete vederlo, guardatelo in un noioso pomeriggio piovoso d'inverno. Un'ora e mezza di risate sono quasi assicurate.



Quel treno per Yuma. Nonostante io sia semi ignorante sul genere western, lo amo profondamente. E questo è veramente ben fatto. Anche perchè mica è facile fare un western, tra l'altro un remake, di questi tempi. E la scelta degli attori ha decisamente contribuito a portare questo film ad un alto livello: Christian Bale, grandioso come sempre nella parte dell'eroe, Russell Crowe, nella parte del bandito e (sorpresa sorpresa) un bravissimo Logan Lerman (che io ho visto, non chiedetemi perchè, solo in Percy Jackson e, diciamocelo, non lo ricorderà nessuno per quel ruolo). Il regista James Mangold (che io avevo dimenticato dopo Ragazze Interrotte) gestisce molto bene il ritmo del film, la fotografia è buona, e le musiche molto molto belle. La storia lo sappiamo che è bella, Elmore Leonard è uno scrittore formidabile e la sceneggiatura risulta scorrevole.



Basta, ho finito. Se non l'avete ancora fatto leggetevi il mio post sul blog What you love, cliccando qui. Intanto io continuo a drogarmi con la mia dose quotidiana di film. Bye!

martedì 17 maggio 2011

Film Review

Evviva! Il mio articolo sul blog What you love è stato appena pubblicato. Vi ricordo che l'articolo tratta di film e viaggi, ovvero di alcuni film che fanno venire voglia di viaggiare. Si parla di Im Juli, Easy Rider, Into the Wild e Ogni Cosa è Illuminata!
Cliccate sul link http://www.whatyoulove.it/2011/05/16/al-cinema-con-le-valige-pronte/ , leggete, commentate ed esplorate gli altri articoli di altri blogger più bravi di me! :)

Buona lettura! :) 

mercoledì 4 maggio 2011

Film Review

Sono secoli che trascuro il mio blog, ma ora rimedio. Povero, io gli voglio tanto bene. Ma da quando sono tornata dalla fredda terra tedesca ho avuto poco tempo per guardare dei film. Ne ho visti pochi, di belli, di brutti, di mediocri (la razza peggiore) e ora scriverò le mie solite due minchiate per ognuno di questi. Partiamo pure dal più bello.

L'arte del sogno. Per me questo è il film più bello di Gondry. Un perchè razionale non c'è, è che mi ha coivolta talmente tanto sul piano visivo, su quello emotivo e su quello tecnico che ne ho apprezzato ogni singolo fotogramma. La storia è bellissima, romantica, infantile, a tratti esagerata. E viene rappresentata alla perfezione sullo schermo. Il protagonista (un bravissimo e versatilissimo Gael Garcia Bernal) da quando è bambino confonde realtà e sogno. Come ben sappiamo, è quasi impossibile riprodurre il mondo dei sogni sullo schermo. Ma dove Nolan ha fallito, ecco che Gondry vince: il suo mondo dei sogni è più genuino, più semplice, più vero. Tecnicamente a me pare perfetto. La sceneggiatura è perfettamente funzionale allo scopo di farci confondere anche a noi sogno e realtà, la fotografia è qualcosa di magnifico, quella stop motion così adorabile per il mondo della fantasia è irresistibile e il tutto è diretto splendidamente da Gondry. Me ne sono innamorata, ecco.



The Killer Inside Me. Che film mediocre e incincludente. Non mi ha detto proprio niente, non mi ha trasmesso niente. E' il primo film di Michael Winterbottom che vedo e già mi è passata la voglia di vederne altri. Questo film non funziona soprattutto per la sceneggiatura. Squilibrata, a tratti insensata, non ci permette di capire la storia. Innanzitutto, i flashback sono alquanto inutili. Sono troppo pochi, sembrano veramente buttati così a caso per cercare di far capire il perchè alcuni atteggiamenti del protagonista. Inoltre, c'è un anacronismo che non è giustificato e che confonde ulteriormente le idee sulla vicenda. Insomma, alla fine c'è chi i libri li sa adattare e chi no. John Curran ha fallito, almeno qui. Però poi ci sono anche delle note positive. Perchè registicamente il film è molto bello. La fotografia è degna di nota. Le interpretazioni anche, Casey Affleck ha interpretato benissimo la parte dello psicopatico (anche se, se proprio vogliamo dirla tutta, il doppiaggio in italiano è osceno). E quindi che peccato, tutto questo talento sprecato e sciupato da una sceneggiatura così brutta.



Paranormal Activity 2. Decisamente inferiore al primo. L'ansia c'è, ma prevalgono i momenti di noia. E i momenti di vero terrore sono assolutamente scontati e prevedibili.
Poi questa cosa del prequel per me non funziona, la trovo solo una furbata per farci su dei soldi e sfruttare il successo del primo film: la trama si arrampica un po' sugli specchi, l'esorcismo e il passaggio dello spirito da una sorella all'altra è caotico e confusionario, eppure è l'azione chiave che collega le due storie.
Il primo era genuino, fatto col preciso scopo di far paura e mettere ansia attraverso l'attesa infinita e l'improvviso terrore. Questo è una trovata commerciale che ha perso lo spirito del primo. Peccato.



Devil. Ero curiosa di vedere questo film perchè un articolo su un giornale che ne raccontava brevemente la trama mi aveva incuriosito: cinque persone rimangono bloccate in un ascensore, una di loro è il diavolo. Decisamente intrigante. La storia è di M. Night Shyamalan, mentre la sceneggiatura non è sua. Fatto sta che per quanto la storia possa sembrare horror, il film è al 99% solo thriller. Che va anche bene, ma poi è farcito con mille luoghi comuni che fanno un po' cadere le braccia a terra (poliziotto alcolizzato che ha perso la famiglia, il solito sudamericano che è cresciuto con le storie sul diavolo e demoni ecc..).
Indubbiamente poteva essere fatto meglio, in modo da lasciare un po' più di mistero durante tutto il film e in modo da creare più tensione. In ogni caso si lascia guardare con facilità, un'ora e mezza che passa con (forse troppa) tranquillità.



The Last Exorcism. Questo film non è del tutto ben equlibrato ma è bello. Spieghiamo. La prima parte è alquanto noiosa, non succede niente per la prima ora. Un prete che non crede nel demonio decide di far vedere in un documentario che quello della possessione di satana è solo un problema psicologico. E lo vuole dimostrare prendendo a caso una richiesta di esorcismo. Lui ha un rituale in cui prepara ogni cosa a dovere, dai fili per far muovere il letto e i quadri della stanza dove avviene l'esorcismo, allo spray con polvere all'interno del crocifisso per far credere che lo spirito esca a fine operazione. Perchè tanto lui sa che sono solo problemi psicologici, e una volta convinto il paziente che lo spirito non c'è più, questo starà bene.
Peccato che quando crede di aver finito e aver avuto successo con la paziente Nell, lo spirito sembra esistere davvero. Come dicevo prima, la suspense fino agli ultimi 30 minuti del film non c'è, ma quando arriva si sente eccome. Ad un certo punto sembra che tutto sia finito per il meglio, e noi lo speriamo tanto. Ma ovviamente non è così e si arriva al climax finale in cui si svela il grande mistero. Il finale in realtà è già svelato dal titolo stesso, ma uno ci spera sempre fino alla fine. Insomma, un prodotto buono anche se ormai questo uso del finto documentario per gli horror ha un po' stancato ultimamente. Un'interpretazione dell'attrice Ashley Bell assolutamente fantastica anche se alcune scene ridicole potevano essere evitate per mantenere il realismo iniziale del film. Ma se dicessi che non mi ha spaventato a morte in alcune scene mentirei. Consigliato.



Il Petroliere. Questo film è bello. Ma non di più, non va più in là del semplice "bello", non osa, non scava in fondo quando avrebbe potuto. Rimane tutto un po' troppo in superficie. Posso dire innanzitutto che ho letteralmente ODIATO le musiche. Non le sopportavo, se avessi potuto le avrei tolte. Non ci stavano per niente bene, erano irritanti all'ennesima potenza. Grandissime le interpretazioni di Daniel Day-Lewis e Paul Dano. Anche io come molti altri, vedendo i primi 10 minuti avrei gridato al capolavoro. Ma poi il film segue una parabola discendente. Peccato però, perchè i presupposti ci sarebbero stati tutti per farlo decollare. E delle musiche adatte (o forse il silenzio?) non avrebbero guastato.



Direi che non ho visto altro. Credo. Recupererò il tempo perduto in queste settimane, ci sono una quantità spropositata di film che voglio vedere e che sono già tutti pronti ad aspettarmi sul computer.

Ah, ho scritto un post per questo blog http://www.whatyoulove.it/category/love-for-cinema/ tra poco verrà pubblicato, il titolo è "Al cinema con le valigie pronte". Intanto dategli un'occhiata perchè ne vale la pena e stay tuned per leggere il mio articolo appena esce!