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giovedì 4 settembre 2014

Film Review: Another Earth

Buon pomeriggio a tutti, cari amici della blogosfera. Era da molto tempo che anelavo la visione di Another Earth, film sci-fi indipendente uscito nel 2011. Fortunatamente, sono riuscita a recuperarlo a fine agosto durante una proiezione organizzata presso il giardino di un museo del mio paesello. Era la location perfetta per la suggestiva visione di questo gioiellino indie.

La protagonista Rhoda è la causa di un incidente in cui muoiono una madre incinta e il proprio figlio. Il marito si salva, ma per un po' rimane in coma. Rhoda, che prima di quell'incidente aveva già in mano il suo futuro al MIT, va in carcere per 4 anni. La causa dell'incidente è stata la scoperta di Terra 2, un pianeta del tutto identico al nostro, provvisto pure di una sua luna.

Il genere sci-fi è sempre stato uno dei più dispendiosi del cinema, soprattutto per quanto riguarda gli effetti speciali, che hanno sempre ricoperto il ruolo di protagonisti all'interno del genere. Da qualche anno, però, lo sci-fi si è trasformato, o meglio, si è diramato in questa bellissima corrente sci-fi/drama/indie, in cui la componente fantascientifica è sì presente, ma nel ruolo di sottofondo costante e come leit-motiv che porta avanti e tiene insieme la vicenda narrata, il più delle volte drammatica. Lo scarso budget a disposizione per registi come Mike Cahill non compromette la creazione di un'atmosfera fantascientifica e, anzi, fortifica la sensazione di straniamento di essere davanti ad uno spettacolo altamente reale nonostante il genere sia per definizione anche "fantastico".

Quello che intendo dire è che film come Another Earth sono capaci di farci sentire a disagio perchè sono talmente reali nella loro semplicità che a fine visione ti viene da chiederti se non esisti veramente questa Terra 2, sempre presente nei campi lunghi che il registra ci offre durante le passeggiate della protagonista Rhoda.

Le spettacolari interpretazioni dell'attrice Brit Marling e del buon vecchio William Mapother riescono a farci immergere completamente nella loro non-così-improbabile-storia perchè, a pensarci bene, il senso di colpa e la voglia di rimettere un po' a posto le cose potrebbero veramente portare all'unione tra vittima inconsapevole e carnefice molto cosciente delle sue azioni.

Ho semplicemente adorato il finale, che reputo assolutamente aperto a mille interpretazioni. Credo che il regista abbia volutamente lasciare la scena più enigmatica e interrogativa dell'intero film per ultima, così da suscitare nello spettatore un senso di smarrimento. Per me, Rhoda che alla fine vede Rhoda di fronte a sè non è interpretabile in una sola maniera: ci sono molteplici, diverse e fantasiose interpretazioni che mi vengono in mente e la cosa mi piace perchè vuol dire che questo film è riuscito perfettamente nell'intento di svegliare la mia fantasia.  


venerdì 10 gennaio 2014

Year Review

Salve a tutti ragazzi! Intanto buon anno e buon 2014 a tutti, spero che quest'anno sia veramente l'opposto del 2013 perchè purtroppo per me l'anno passato è stato particolarmente brutto e difficile. COMUNQUE. E' da tanto che volevo scrivere questo post, e so di essere in super ritardo ma volevo fare anche io la mia lista dei 2013 FAVOURITES. La mia lista, come tutte le cose che provengono dalla mia mente, sarà molto random.

1. ALBUM: Biffy Clyro - Opposites.
Non potevano assolutamente mancare i miei amati Biffy, che all'inizio dell'anno scorso hanno pubblicato il loro sesto e doppio album Opposites. Pensate che quest'ultimo album ha scavalcato anche Only Revolutions nel mio cuoricino. Ha così tante canzoni epiche che non smetterei mai di ascoltare.



2. MOVIE: Baz Luhrmann - The Great Gatsby.
Il grande Gatsby è uno dei miei libri preferiti in assoluto. E ho atteso con ansia il film del buon vecchio Baz, che raramente ha deluso con i suoi monumentali film. Infatti, con la sua versione di Gatsby non ci delude. Tutto è perfetto, soprattutto il cast. Leonardo di Caprio è sublime, Carey Mulligan riesce a farsi odiare nel ruolo di Daisy, Tobey Maguire non è mai stato così credibile in vita sua.



3. SONG: Victory over the sun - Biffy Clyro.
Non credo neanche ci sia bisogno di alcuna spiegazione, basta ascoltarla questa canzone per rendersi conto di essere davanti a uno dei pezzi migliori mai scritti dai Biffy Clyro. E il video con loro mezzi nudi davanti al fuoco non guasta.



4. SHORT FILM: Tropico - Lana del Rey.
Non so se avete visto il cortometraggio uscito lo scorso dicembre, scritto, interpretato e musicato da Lana del Rey. Le canzoni che fanno da sottofondo a questo stranissimo corto sono tratte dalla Paradise Edition dell'album Born to die. Secondo me Body Electric, Gods and Monsters e Bel Air sono le canzoni più sincere e più belle che Lana del Rey abbia scritto e questo film sulla redenzione è veramente ben pensato e strutturato. Lana, secondo me, ha capito molto bene cosa significa l'American Dream, la perdita dell'innocenza e tutte le delusioni che ne derivano ed è riuscita ad incarnarlo nella sceneggiatura di questo bel cortometraggio.



5. TV SHOW EPISODE: Doctor Who - The day of the doctor.
Sono stata molto contenta che lo abbiano dato su Rai4 contemporaneamente al resto del mondo, è stato molto bello, nonostante io non sia abituata a vedere Doctor Who doppiato in italiano. Questo episodio cambia totalmente le carte in tavola nella storia di Doctor Who ed è divertente, drammatico, strappalacrime, profondo e leggero tutto allo stesso tempo.  "I have a new destination. My journey is the same as yours, the same as anyone's. It's taken me so many years, so many lifetimes, but at last I know where I'm going. Where I've always been going. Home, the long way round. " Epico, fottutamente epico.



6. SONG VIDEO: Joan as police woman - The classic.
Non so se sapete, ma la mia bella e amatissima Joan ha pubblicato il nuovo video ufficiale del suo nuovissimo singolo, The Classic. Come tutti i suoi video, è a metà tra lo scemo e il trash e la canzone è così allegra che non può non mettervi un sorriso sulla faccia. Joan è così innamorata, e io non vedo l'ora che sia l'11 di Aprile per vederla live al Bronson di Ravenna.



Ci risentiamo a breve! Adios amigos!

domenica 27 ottobre 2013

Film Review

Buona domenica a tutti! Vi scrivo perchè questa settimana ho visto due film al cinema e volevo parlarne brevemente.
Ogni tanto, nei multisala, fanno questa iniziativa di proiettare film "vecchi". E mercoledì sera c'era Ritorno al futuro parte II, quindi non si poteva non andare. Ci hanno pure regalato un poster con il design minimal della Delorean. E' stato veramente bello vederlo al cinema. Stavo riflettendo sul fatto che certi tipi di film non li fanno più. Film come Ritorno al futuro, non ce ne sono veramente più. Mi spiego meglio. Quei film (prendiamo ad esempio tutte le collaborazioni Spielberg, Zemeckis, Lucas) avevano una comicità che io definirei "universale", non volgare e genuina. C'è chi li definisce delle americanate. Per carità, sicuramente da un certo punto di vista lo sono. Però se facciamo un confronto tra quei film e i film d'azione/avventura di oggi, la comicità non è più la stessa. Specialmente perchè oggi si punta sempre di più alla battuta a sfondo sessuale, alla battuta volgare, alla differenza trita e ritrita tra uomini e donne. Eccheppalle, lasciatemelo dire. E poi vogliamo parlare di quant'era carino Michael J Fox? Mi innamoro di lui ogni volta che lo vedo *__*


E poi ora passiamo a uno dei film più orribili che io abbia mai visto. Ieri sera, dopo una super abbuffata all'America Graffiti, siamo andati al cinema a vedere Dark Skies. Giuro di non aver mai visto un film thriller/horror più brutto. Scritto male, recitato malino, effetti speciali orribili. Nun ce siamo proprio. La storia, poi, voleva essere pseudo sci-fi ma l'effetto finale è un gran pastrocchione di generi venuto proprio male male male. Se non l'aveste afferrato, non ve lo consiglio PER NIENTE.


Questo era l'aggiornamento last minute gente. Buona domenica di nuovo! :)

martedì 28 febbraio 2012

Film Review: Melancholia

These are hard times for dreamers. Sì, mi pare che la frase di Amelie sia così. Salve a tutti, salve. In realtà con questa citazione volevo semplicemente dire che questi sono tempi duri per me. Gli studi mi sopraffanno. Non credo che ce la farò. Comunque. L'idea era quella di parlare di alcuni film che ho visto recentemente. Ma poi mi è venuto in mente che è da qualche mese che non riesco più a guardare un film intero perchè mi addormento SEMPRE. Credo di essere la persona più stanca nell'universo. Se non nell'universo almeno almeno in Emilia Romagna. Ho lasciato a metà: Kick Ass, Vallanzasca, I Love Radio Rock, 28 Settimane Dopo, Limitless e tanti tanti altri. E mi piacevano tutti. Gesù aiutaci (non è un pluralia maiestatis ma semplicemente la mia personalità che si sta sdoppiando, come Gollum e Smeagol). Che preambolo enorme. Passiamo ai fatti, anzi, al fatto. Vi volevo parlare di Melancholia di Lars Von Trier, dato che è uno dei pochi film che ultimamente ho visto per intero e che ho AMATO. Ci sono degli spoileroni quindi se non avete visto il film non leggete!

Non mi posso dichiarare un'esperta di Von Trier, anzi non ne so proprio un cazzo. Ho visto molto poco della sua biografia e un po' me ne vergogno. Ma di questo ultimo e discussissimo film ne avevo visto il trailer al cinema qualche tempo fa e me ne ero subito innamoratissima. Ma al cinema a Ferrara l'hanno tenuto in sala per circa cinque giorni poi l'hanno tolto, quindi non ebbi il tempo di andare a vederlo. Con mio grandissimo dispiacere. Prima della sua visione avevo letto qualche recensione qua e là, cercando di non rovinarmi troppo il film, ma in generale i commenti non mi sembravano dei più positivi. Ahimè, peggio per coloro che non hanno goduto di questa sublime sublime pellicola!

Perchè io l'ho amato questo film, e ho amato persino Kirsten Dunst (che di solito mi sta sulle palle solo perchè ha il testone) e ho ovviamente amato mon petit Charlotte Gainsbourg e i fratelli Skarsgard e tutti insomma. E ho amato la sceneggiatura e l'uso degli effetti speciali. E ho amato i dialoghi e ho amato ogni singola cosa di questo film. 

La storia la sanno tutti perchè il trailer la rivela subito: c'è questo bellissimo pianeta (e bellissimo lo è veramente, io almeno ero attrattissima dall'immagine di questo magnifico pianeta, grande e maestoso) di nome Melancholia che passerà nella sua traiettoria molto vicino alla terra. Gli scienziati dicono che il rischio di collisione non c'è. In questo scenario s'inseriscono le vite di due sorelle, Justine (Dunst) e Claire (Gainsbourg). Che tra di loro non potrebbero essere più diverse, soprattutto perchè la prima è instabile di mente (ma la cosa più spaventosa è che ne è cosciente) mentre l'altra ha un figlio e un marito iper miliardario e vive felice ma terribilmente impaurita che Melancholia colpirà la Terra mettendo fine a tutto.
Il film, anzi diciamo pure Lars, ci vuole mostrare due modalità di affrontare una morte certa. E se nella prima parte del film siamo prontissimi a giudicare Justine come una pazza scatenata, ci dobbiamo poi ricredere nella seconda parte perchè Claire si mostrerà la più irrazionale delle due di fronte all'inevitabile morte.

Sembra un film assolutamente deprimente ma non sono sicura che lo sia così tanto. E la scena finale, la scena dello scontro di Melancholia contro la Terra mentre Justine, Claire e suo figlio sono seduti per terra in giardino, aspettando e arrendendosi di fronte alla loro morte e quella del genere umano è la scena più bella di tutto il film, una scena poetica, evocativa, misteriosa, maestosa. E non appena Melancholia travolge la Terra lo schermo si fa nero e non vediamo più niente perchè non c'è più niente da vedere, il mondo è finito. Ma, come ho già detto, a me non è venuta l'angoscia a fine film e non so spiegarmi il perchè. Di solito mi viene il terrore, il panico pensando alla morte. Ma vedendola così rappresentata è stata quasi una catarsi.


mercoledì 15 giugno 2011

Film Review

Ultimamente mi dimentico di segnarmi da qualche parte i film che vedo. E la mia memoria instabile non aiuta per niente. Sto ascoltando Feist. Che donna, che donna. Me la sposerei. In ogni caso, partiamo dal film che mi è piaciuto di più.

Before Sunset. Che film bellissimissimo e WOAH. Non riesco ad esprimere a parole il mio ammmmore per questo film, mi escono solo suoni onomatopeici e/o sospiri. Richard Linklater è un regista così versatile, non si limita ad un genere e qualsiasi cosa faccia, la fa più che bene. Non solo "bene" ma proprio "fottutamente bene". Ethan Hawke e Julie Delpy sono perfetti e naturali e genuini e sinceri nelle loro interpretazioni. La regia è fuori di testa, è praticamente tutto un lunghissimo piano sequenza, la mdp segue i protagonisti dall'inizio alla fine e non inquadra mai niente dove loro non ci siano. Ma poi, come per il precedente Before Sunrise, tutto il film è un climax verso il finalone ONE-ONE aperto. Ero in casa da sola quando l'ho visto e, arrivata alla fine, mi sono messa ad applaudire. Giuro. Con gli occhi lucidi.


 
The Tree Of Life. Non sono di certo una Malickiana esperta, però. Questo film è sicuramente un grandissimo, gigantesco e infinito trip. Perchè continui a pensarci anche dopo essere uscita dal cinema (nel mio caso a bocca aperta e con gli occhi sbarrati cercando di capire se ero veramente viva o in una sorta di limbo pre morte). Allora. La trama non c'è, diciamolo subito. Quel poco di storia presente è un pretesto per far emergere un discorso filosofico più grande della semplice storia di un figlio che cresce. E il discorso filosofico sarebbe che l'uomo è una nullità nei confronti dell'universo. Giusto? Giustissimo. E questo Malick ce lo fa vedere attraverso delle bellissime sequenze sulla nascita e la morte dell'universo, dal Big Bang all'esplosione solare. Però posso dire una cosa? La sequenza dei dinosauri (che sembrano dei canguri) è un po' ridicola. Butta un po' giù il livello del film. A livello tecnico, intendo. Due cose mi hanno particolarmente disturbato: la prima, tutta la sequenza iniziale della madre che, addolorata per la morte del figlio, parla con Dio. Prega. [Malick così esclude dal suo pubblico ideale noi atei, non mette mai in discussione l'esistenza di Dio]. Sempre. La seconda cosa, puramente tecnica, l'eccessività delle inquadrature dal basso per le persone. Dopo un po' ne avevo abbastanza, a dirla tutta. Tutto sommato, mi è piaciuto passare due ore trasportata nella testa di Malick, perchè The Tree Of Life è vedere il mondo, le relazioni, il futuro attraverso gli occhi e la mente del buon vecchio Terrence.



Insomnia. Dimenticavo di averlo visto. E se lo avete visto anche voi avete capito il perchè. E' un film abbastanza trascurabile. Non sembra neanche un film di Christopher Nolan. Prendi Memento e prendi Insomnia. HAHAHA. Insomnia sembra una presa per il culo a confronto. Sarà che è un remake? Sarà che la sceneggiatura è così così? Sarà che non c'è il magico zampino del bel fratellino Jonathan Nolan? Non lo so, fatto sta che non mi è piaciuto proprio tanto. Bello il montaggio con la macchia di sangue che si espande sul tessuto. Basta. Tutto lì. Bravi gli attori (Al Pacino e Hilary Swank), ma niente di speciale, niente WOW. Come disse qualcuno su Youtube, è molto molto divertente che la cura all'Insomnia del titolo sia guardare il film stesso. Tremendamente vero. Mi sono addormentata anche se non avevo sonno. HA!



The Hangover (scusate, ma non mi piace proprio la "traduzione" del titolo in italiano). Commedia decisamente carina e divertente. E soprattutto convincente nella sua assurdità.Non è che si rida ininterrotamente, ma è comunque un film simpatico. Soprattutto per come è gestita la narrazione. Quattro amici vanno a festeggiare l'addio al celibato di uno di loro a Las Vegas. Partono i festeggiamenti. BUIO. Ci si sveglia il mattino dopo. Con il futuro sposo scomparso. Quindi seguiamo le "indagini" dei tre amici  per ritrovare l'amico e capire cos'è successo la sera prima e perchè non si ricordano più niente di quello che è accaduto. Il bello è che la maggior parte degli avvenimenti della serata brava sono lasciati alla nostra immaginazione, perchè il regista è sempre fedele alla linea del non svelare se non attraverso alcune prove. E in questo modo la curiosità nostra e l'immaginazione viaggiano a mille.



Vi presento i nostri (Little Fockers). Che film scandaloso. Io non mi ricordo se ho visto i precedenti Ti presento bla bla bla, ma in ogni caso secondo me potevano bastare, no? Cioè, questo film fa ridere poco. Fa ridere dove non dovrebbe. E il più delle volte ti fa dire solo "che puttanata". Jessica Alba è scandalosa, la povera Laura Dern non c'entra niente in un film del genere, Barbra Streisand ormai sembra Whoopi Goldberg in bianco. Ben Stiller invece più invecchia più è figo e il bimbo che interpreta suo figlio (tale Colin Baiocchi) è il bambino più bello del mondo. Voglio un figlio così. Cazzate superficiali a parte, il film è trascurabile. L'unica scena da ricordare è quella nella piscina di palline colorate. Con la musica di Jaws e riprese dall'alto decisamente azzeccate.



Mi chiamo Sam. Pensavo proprio tanto meglio. Un film che raggiunge la sufficienza solo grazie alle interpretazioni di Sean Penn e Dakota Fanning (rovinate dall'osceno doppiaggio italiano) e alla fotografia. Un film che segue una scala discendente, un anti climax. Il film parte bene, promette bene: Sam, uomo ritardato che lavora da Starbucks ha una figlia con una donna che li abbandona. Deve crescere se stesso e la bambina contando solo sulle proprie forze e sull'aiuto della sua vicina da casa, ex insegnante che non esce più da vent'anni. Poi le cose vanno male e sembra che non si debbano risolvere più, se non scendendo a compromessi. MA. Negli ultimi due minuti del film tutto si risolve magicamente per il meglio nel modo più irreale possibile. Io odio gli happy ending soprattutto se sono forzati. E qui lo è.


I film son tutti qui. Però ho anche rivisto (con molto piacere) Mr Nobody e Black Swan. Che dire, due capolavori. Sicuramente nella mia lista dei preferiti di sempre [per quanto io cambi idea ogni cinque secondi ci sono alcuni film che PER ME sono evergreen]. Detto ciò, dico W L'ITALIA e vi dedico 57 dei Biffy Clyro. Chi vuole intendere intenda. E poi anche perchè è la canzone più bella del mondo. Della band più brava del pianeta. Okkey, basta, ciao. Biffy Clyro -57 (Official video)

mercoledì 4 maggio 2011

Film Review

Sono secoli che trascuro il mio blog, ma ora rimedio. Povero, io gli voglio tanto bene. Ma da quando sono tornata dalla fredda terra tedesca ho avuto poco tempo per guardare dei film. Ne ho visti pochi, di belli, di brutti, di mediocri (la razza peggiore) e ora scriverò le mie solite due minchiate per ognuno di questi. Partiamo pure dal più bello.

L'arte del sogno. Per me questo è il film più bello di Gondry. Un perchè razionale non c'è, è che mi ha coivolta talmente tanto sul piano visivo, su quello emotivo e su quello tecnico che ne ho apprezzato ogni singolo fotogramma. La storia è bellissima, romantica, infantile, a tratti esagerata. E viene rappresentata alla perfezione sullo schermo. Il protagonista (un bravissimo e versatilissimo Gael Garcia Bernal) da quando è bambino confonde realtà e sogno. Come ben sappiamo, è quasi impossibile riprodurre il mondo dei sogni sullo schermo. Ma dove Nolan ha fallito, ecco che Gondry vince: il suo mondo dei sogni è più genuino, più semplice, più vero. Tecnicamente a me pare perfetto. La sceneggiatura è perfettamente funzionale allo scopo di farci confondere anche a noi sogno e realtà, la fotografia è qualcosa di magnifico, quella stop motion così adorabile per il mondo della fantasia è irresistibile e il tutto è diretto splendidamente da Gondry. Me ne sono innamorata, ecco.



The Killer Inside Me. Che film mediocre e incincludente. Non mi ha detto proprio niente, non mi ha trasmesso niente. E' il primo film di Michael Winterbottom che vedo e già mi è passata la voglia di vederne altri. Questo film non funziona soprattutto per la sceneggiatura. Squilibrata, a tratti insensata, non ci permette di capire la storia. Innanzitutto, i flashback sono alquanto inutili. Sono troppo pochi, sembrano veramente buttati così a caso per cercare di far capire il perchè alcuni atteggiamenti del protagonista. Inoltre, c'è un anacronismo che non è giustificato e che confonde ulteriormente le idee sulla vicenda. Insomma, alla fine c'è chi i libri li sa adattare e chi no. John Curran ha fallito, almeno qui. Però poi ci sono anche delle note positive. Perchè registicamente il film è molto bello. La fotografia è degna di nota. Le interpretazioni anche, Casey Affleck ha interpretato benissimo la parte dello psicopatico (anche se, se proprio vogliamo dirla tutta, il doppiaggio in italiano è osceno). E quindi che peccato, tutto questo talento sprecato e sciupato da una sceneggiatura così brutta.



Paranormal Activity 2. Decisamente inferiore al primo. L'ansia c'è, ma prevalgono i momenti di noia. E i momenti di vero terrore sono assolutamente scontati e prevedibili.
Poi questa cosa del prequel per me non funziona, la trovo solo una furbata per farci su dei soldi e sfruttare il successo del primo film: la trama si arrampica un po' sugli specchi, l'esorcismo e il passaggio dello spirito da una sorella all'altra è caotico e confusionario, eppure è l'azione chiave che collega le due storie.
Il primo era genuino, fatto col preciso scopo di far paura e mettere ansia attraverso l'attesa infinita e l'improvviso terrore. Questo è una trovata commerciale che ha perso lo spirito del primo. Peccato.



Devil. Ero curiosa di vedere questo film perchè un articolo su un giornale che ne raccontava brevemente la trama mi aveva incuriosito: cinque persone rimangono bloccate in un ascensore, una di loro è il diavolo. Decisamente intrigante. La storia è di M. Night Shyamalan, mentre la sceneggiatura non è sua. Fatto sta che per quanto la storia possa sembrare horror, il film è al 99% solo thriller. Che va anche bene, ma poi è farcito con mille luoghi comuni che fanno un po' cadere le braccia a terra (poliziotto alcolizzato che ha perso la famiglia, il solito sudamericano che è cresciuto con le storie sul diavolo e demoni ecc..).
Indubbiamente poteva essere fatto meglio, in modo da lasciare un po' più di mistero durante tutto il film e in modo da creare più tensione. In ogni caso si lascia guardare con facilità, un'ora e mezza che passa con (forse troppa) tranquillità.



The Last Exorcism. Questo film non è del tutto ben equlibrato ma è bello. Spieghiamo. La prima parte è alquanto noiosa, non succede niente per la prima ora. Un prete che non crede nel demonio decide di far vedere in un documentario che quello della possessione di satana è solo un problema psicologico. E lo vuole dimostrare prendendo a caso una richiesta di esorcismo. Lui ha un rituale in cui prepara ogni cosa a dovere, dai fili per far muovere il letto e i quadri della stanza dove avviene l'esorcismo, allo spray con polvere all'interno del crocifisso per far credere che lo spirito esca a fine operazione. Perchè tanto lui sa che sono solo problemi psicologici, e una volta convinto il paziente che lo spirito non c'è più, questo starà bene.
Peccato che quando crede di aver finito e aver avuto successo con la paziente Nell, lo spirito sembra esistere davvero. Come dicevo prima, la suspense fino agli ultimi 30 minuti del film non c'è, ma quando arriva si sente eccome. Ad un certo punto sembra che tutto sia finito per il meglio, e noi lo speriamo tanto. Ma ovviamente non è così e si arriva al climax finale in cui si svela il grande mistero. Il finale in realtà è già svelato dal titolo stesso, ma uno ci spera sempre fino alla fine. Insomma, un prodotto buono anche se ormai questo uso del finto documentario per gli horror ha un po' stancato ultimamente. Un'interpretazione dell'attrice Ashley Bell assolutamente fantastica anche se alcune scene ridicole potevano essere evitate per mantenere il realismo iniziale del film. Ma se dicessi che non mi ha spaventato a morte in alcune scene mentirei. Consigliato.



Il Petroliere. Questo film è bello. Ma non di più, non va più in là del semplice "bello", non osa, non scava in fondo quando avrebbe potuto. Rimane tutto un po' troppo in superficie. Posso dire innanzitutto che ho letteralmente ODIATO le musiche. Non le sopportavo, se avessi potuto le avrei tolte. Non ci stavano per niente bene, erano irritanti all'ennesima potenza. Grandissime le interpretazioni di Daniel Day-Lewis e Paul Dano. Anche io come molti altri, vedendo i primi 10 minuti avrei gridato al capolavoro. Ma poi il film segue una parabola discendente. Peccato però, perchè i presupposti ci sarebbero stati tutti per farlo decollare. E delle musiche adatte (o forse il silenzio?) non avrebbero guastato.



Direi che non ho visto altro. Credo. Recupererò il tempo perduto in queste settimane, ci sono una quantità spropositata di film che voglio vedere e che sono già tutti pronti ad aspettarmi sul computer.

Ah, ho scritto un post per questo blog http://www.whatyoulove.it/category/love-for-cinema/ tra poco verrà pubblicato, il titolo è "Al cinema con le valigie pronte". Intanto dategli un'occhiata perchè ne vale la pena e stay tuned per leggere il mio articolo appena esce!

venerdì 20 agosto 2010

Film review

Ieri notte, di ritorno dal lavoro, stavo rispondendo ad una domanda su Yahoo Answers nella sezione film che chiedeva qual era, per gusto personale, il film più bello di Spielberg.

Io ho risposto facendo una top three, ma mi sono accorta che è quasi scientificamente impossibile sceglierne solo uno (soprattutto per una Spielberg-Addicted come me). Ora, vorrei partire dall'inizio a descrivere il rapporto che ho avuto col mio regista preferito di Hollywood.

Quando ero bambina, e tutti gli altri miei coetanei piangevano guardando E.T., io mi nascondevo sotto il tavolo, perchè solo la voce mi faceva tremare dalla paura. E quindi, crescendo ho sviluppato una sorta di odio verso il regista che aveva partorito una creatura così paurosa.

Poi però, ho cominciato a guardare altri suoi film, magari anche non facendo caso che il regista era lo stesso maledetto "padre" di E.T. E molti rientravano nella mia prima lista di "Film preferiti di sempre".

Poi, fu solo frequentando un corso all'università su Spielberg, che ho iniziato VERAMENTE ad apprezzare ogni suo lavoro. Anche E.T., che ho guardato per la prima volta all'età di 19 anni (la mia scusante è che le paure infantili sono le più difficili da estinguere).

Così, ieri sera mi sono trovata veramente in difficoltà a scegliere un solo film preferito di Spielberg. In realtà nella top three che ho scritto ho messo:
1. Incontri ravvicinati del terzo tipo
2. Duel
3. Munich

Poi però ripensandoci una top three è troppo riduttiva, soprattutto per un regista così prolifico. E sorgeva spontanea la domanda: e Lo Squalo dove lo metterei? E Indiana Jones? E E.T.? E L'impero del Sole? Insomma, come si può ben capire la scelta rimane incredibilmente difficile.

In effetti, faccio prima a dire che i film di Spielberg mi piacciono tutti tranne: La guerra dei mondi (evitabile e soprattutto un odioso Tom Cruise), l'ultimo Indiana Jones del 2008 (con un acciaccato Harrison Ford, mancante dello spirito della trilogia originale della saga dell'archeologo) e The Terminal (che funziona solo nella prima parte ed è tenuto insieme solo dalla magistrale interpretazione -come sempre- di Tom Hanks).


Per concludere, amo Spielberg e ripongo in lui tutta la fiducia possibile. Lo difenderò sempre contro tutti quelli che lo definiscono un regista troppo patriottico, troppo hollywoodiano, troppo perbenista.