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giovedì 21 febbraio 2019

Music Review: I miei album preferiti di sempre

In questa giornata nebbiosa (almeno qui nella palude) mi è venuta voglia di parlarvi un poco dei miei album musicali preferiti. Di sempre. Ultimamente mi sto rendendo conto che ho alcuni dischi a cui ritorno sempre, che mi danno una sensazione di calore, di casa. Che non abbandonerò mai, direi. Perché da quando sono usciti (o da quando li ho scoperti) li riascolto a cadenza regolare e mi rendo conto che loro per me sono diventati, se così si può dire, universali. Quegli album di cui non salto mai neanche una canzone.
Ecco la lista.

Teen Dream - Beach House (2010)
Avevo scoperto da poco i Beach House, quando è uscito Teen Dream. Penso ancora che questo sia il loro migliore album, di tutta la loro carriera finora. E' coerente, solare, assolutamente dream pop all'ennesima potenza. Potrei stare a dirvi i pezzi migliori, ma sono tutti. Silver Soul e Walk in the park, però, sono quelle che hanno un posto davvero speciale nel mio cuore.



The Deep Field - Joan as Police Woman (2011)
Ho scoperto Joan Wasser proprio nel 2011, mentre ero a fare l'erasmus ad Amburgo e lei era venuta a presentare questo album. Da grande fan di Jeff Buckley, sentendo che lei era la cosa vivente più vicina a lui che potevo vedere e sentire dal vivo, sono andata a vederla. E sono rimasta incantata. Ad anni di distanza, l'ho vista in concerto almeno cinque volte e, nonostante io ami tutti i suoi album, devo dire che questo è per me il suo apice, finora.



Biffy Clyro - Only Revolutions (2009)
Dovete sapere che la prima volta che vidi live i Biffy Clyro, non sapevo nemmeno chi fossero. Aprivano il concerto dei Muse a Torino e, nonostante quella volta notai solo il fantastico didietro di Simon Neil, molto velocemente mi sono innamorata di quei tre scozzesi. I loro album mi piacciono tutti, ma Only Revolutions (il cui titolo e il cui concept è ispirato all'omonimo romanzo di M. Danielewski) è quello che me li ha fatti scoprire e avrà per sempre un posto speciale nel cuore.



Muse - Absolution (2003)
Debbo dire che fino all'ultimo ho altalenato tra Absolution e Origins of Symmetry, perchè non riuscivo a scegliere. Sono entrambi così belli e pieni di canzoni davvero storiche e stupende. Ma Absolution è davvero un album, secondo me, perfetto, coerente, un'opera davvero completa e con un'identità molto ben definita. Struggente.



Jeff Buckley - Grace (1994)
Ricordo ancora la mia disperata ricerca nei negozi di cd per trovare questa perla di album, ho girato tutta la palude per trovarlo. E quando lo comprai, finalmente, il mio stereo non ha visto altro cd che questo per circa tre mesi. Jeff Buckley è stato un iniziatore alla musica d'autore, per me. Molte volte mi ritrovo a pensare a che tipo di musica farebbe se fosse ancora tra di noi. Aveva così tanto da offrire. Per fortuna che abbiamo Grace, uno degli album migliori che sono molto contenta facciano parte della mia crescita interiore.



Florence + The Machine - How big, how blue, how beautiful (2015)
Di Florence mi sono innamorata già dal primo album, Lungs, che tuttora penso sia bellissimo. Tuttavia penso veramente che l'apice è stato raggiunto dal penultimo album che, come dimostrato anche dal bellissimo corto (è un corto? Un lungometraggio?) The Odyssey diretto da Vince Haycock, è una lunga storia messa in poesia e in musica. Non c'è nient'altro da aggiungere, è un album che per me rimarrà sempre un evergreen.



The Beatles - The White Album (1968)
Confesso di essermi avvicinata ai Beatles in età ormai avanzata ma, grazie al babbo che comprò l'intera collezione in cd, ho potuto scoprirli lentamente e assaporare ogni album. Tempo fa ero molto affezionata ai primi album, che con quella loro aria retrò e di rock classico mi avevano rapito. Poi però, ascoltando e riascoltando la raccolta, debbo dire che questo stranissimo White Album mi ha fatto innamorare, specialmente le seguenti canzoni: While my guitar gently weeps, Happiness is a warm gun (che pezzo!), Julia e I'm so tired. Adoro.



Feist - The Reminder (2007)
La bella Leslie è ormai una mia fissazione da tempo, ma confesso che per me questo è il suo album migliore. Contiene tanti bellissimi pezzi, tante belle ballate sincere, dirette e che ti arrivano dritte al cuore. Leslie ha un talento incredibile e secondo me in questo album si nota in maniera particolare.



Elliott Smith - Either/Or (1997)
Ormai lo sapete tutti che vorrei che Elliott fosse ancora vivo per poterlo vedere. Anche solo per berci una birra insieme. Questo è l'album che me l'ha fatto conoscere ed è quello più personale, più Elliott. Lo riascolterei in loop per giorni e giorni e giorni.



Cesare Cremonini - Il primo bacio sulla luna (2008)
Penso che come tutti i ragazzini della mia epoca, anche io ero salita sul treno Lunapòp. Poi, a parte qualche canzone qua e là, non ho più ascoltato Cesare Cremonini per tanti anni. E nel 2011 lo sono andata a vedere per la prima volta in concerto.. e poi un'altra volta e così tante altre volte da allora. Mi piace davvero tanto, come uomo e come artista. E per me questo album è quello che meglio lo rappresenta. I pezzi migliori: Figlio di un re, Le sei e ventisei, Il pagliaccio.



E questo è quanto, gente. Come sempre, se avete voglia, commentate con le vostre scelte! 


lunedì 14 novembre 2016

Music Review - Regina Spektor, Remember us to life

Buongiorno gente, l'inverno è arrivato ed è giunta l'ora di una nuova recensione musicale.
Parlerò brevemente dell'ultimo album della tanto amata cantautrice Regina Spektor, intitolato Remember us to life.
Questo album esce dopo quattro anni dall'ultimo lavoro, tra l'altro da me apprezzatissimo, What we saw from the cheap seats; in questi quattro anni Regina si è data molto da fare: ha scritto il brano You've got time per il telefilm Orange is the new black, nominato ai Grammy. E in più ha dato alla luce il primo figlio insieme al marito Jack Dishel.

Come tutte le artiste donne, e anzi solo per le artiste donne, c'è sempre stata quella che Regina in un'intervista definisce una "paranoia" di non riuscire più a produrre arte dopo essere diventate madri. E' un'ossessione costante nel mondo artistico, ma in particolare in quello della musica. Come se, diventando madre, una donna non avesse nient'altro da dare al mondo. Invece Regina ci parla molto onestamente di come l'essere madre l'abbia resa molto più concentrata e meno incline alla procrastinazione. E di come, nonostante lei stessa abbia confermato che questo periodo è uno dei più felici della sua vita, ne sia venuta fuori un'opera artistica piuttosto cupa.

Ma bando alle ciance e iniziamo con l'analisi dell'album Remember us to life, brano per brano. L'album parte molto secco con Bleeding heart, una canzone che si sviluppa moltissimo: parte come brano piuttosto pop e allegro, ha un intramezzo quasi punk e finisce con un outro davvero struggente che, appunto, ci fa sanguinare il cuore. I toni si fanno più allegri nella successiva Older and taller, in cui i versi "enjoy your youth, sounds like a threat" risuonano davvero come una minaccia con quella batteria incalzante. Con Grand Hotel sembra di ritornare a quelle bellissime ballate tipiche di Regina in cui ci narra una storia davvero particolare. Per intenderci, ricorda molto Genius next door, anche se dal punto di vista della melodia è più allegra. Ed ecco che parte cattivissima Small Bill$: Regina sa anche rappare e soprattutto scrivere testi in rima che Eminem ormai se li sogna. E cosa dire di quel ritornello orientaleggiante dei la la la? Pezzo stupendo.





Segue la classica e struggente Black and White, con qualche attimo anni '90 con quei synth molto retrò. Arriva dolcissima The Light, un pezzo a suo modo struggente, che si può riassumere nel verso "so many things I know but they don't help me". Ed ecco che Regina ci trasporta indietro di molti anni, direi alle sonorità e ai testi cattivissimi dei tempi dei primissimi album (in effetti il brano ricorda molto Just like the movies o Chemo Limo): sto parlando di The trapper and the furrier, di cui è da poco uscito un video autoprodotto. Più blast from the past di così si muore! Tornadoland con quel suo ritornello corale è davvero un pezzo importante che, grazie agli archi così imponenti, dà un senso di epicità. Con la dolcissima voce di Regina si apre Obsolete, uno dei pezzi più dark di tutto l'album, a mio modesto parere. Il pianoforte regna sovrano in questa canzone e io non posso che amarla.



Sellers of flowers è un altro pezzo in cui, secondo me, viene fuori il lato Russo di Regina. Non so, sia la melodia che il cantato ricorda molto le atmosfere di Tchaikovski. E' comunque uno dei miei pezzi preferiti in tutto l'album. Con The Visit, invece, torna l'allegria in casa Spektor, anche se, a dire il vero, l'outro è molto soft e dreamy. L'album termina qui, ma la versione deluxe continua con altri tre pezzi: New Year (devo dire per me la canzone più debole di tutte), The one who stayed and the one who left (bellissima canzone, molto invernale che ti mette nell'atmosfera natalizia, I don't know why) e End of thought (un pezzo decisamente variegato che termina in sordina con un testo molto importante).

E qui termina l'album, davvero. Penso sia uno dei lavori migliori di Regina e per quanto mi riguarda l'album migliore uscito quest'anno. Long live Regina Spektor.



lunedì 26 settembre 2016

Music Review - FKA Twigs' best live performances

Facciamo finta che sia passato solo un mese dall'ultima volta che ho scritto sul blog e catapultiamoci direttamente nel mondo della musica, e che musica.
Oggi voglio parlare di una delle mie artiste preferite, FKA Twigs. Non le ho mai dedicato molto spazio sul blog, ma è anche vero che è solo da circa un anno che l'ho scoperta ed ho iniziato ad ascoltare la sua musica regolarmente.

Di lei mi piace tutto, l'aspetto fisico, il suo stile stranissimo nel vestire/truccarsi/pettinarsi, il modo in cui danza, il modo in cui canta... E' una vera artista a tutto tondo che sa il fatto suo, e regala spesso delle performance live delle sue canzoni visivamente ed emotivamente importanti.

Ecco dunque una top five delle sue performance live migliori:

5.  Kicks - Live KEXP
Devo ammettere che Kicks è uno dei miei pezzi preferiti di Twigs, è così delicato e struggente ed è la canzone perfetta che chiude l'album LP1. Solo lei riesce a parlare in poesia della masturbazione, brava Twigs. In questa performance live Twigs canta divinamente, e la band è veramente fantastica nell'esecuzione.



4. Elastic Heart - Live BBC1
Questa è ovviamente la cover del celeberrimo pezzo di Sia, e Twigs non delude per niente. Ha preso una canzone molto bella, molto "classica" e l'ha fatta sua.



3. Good to love - Live at Jimmy Fallon
Canzone splendida, piena di pathos e qui eseguita live dalla band con quasi tutti gli strumenti tradizionali, al contrario del pezzo registrato. Twigs incanta con le sue doti vocali.



2. Pendulum - Live at Pitchfork Festival
A parte il fatto che questa è una delle canzoni più belle dell'album LP1, qui Twigs ha una potenza vocale e un controllo pazzesco, incanta davvero.



1. Hide - Live Young Turks
Signore e signori, se questo video non è perfetto allora non so cosa lo sia. Esecuzione a regola d'arte di una canzone che ti trascina in un'altra dimensione, in mezzo alle rovine maya del Messico con spettatori locali incuriositi da quei suoni strani e martellanti, una voce potente che ha il controllo su tutto. Questa è pura arte.


Credo di avere guardato questo video almeno un centinaio di volte, e ogni volta rimango a bocca aperte. Come si fa ad avere tutto questo talento? LONG LIVE FKA TWIGS. 

martedì 29 dicembre 2015

Year Review: 2015

Salve gentaglia dell'internet, sarò breve in questo mio riassunto dell'anno musicale/cinematografico ecc... per due semplici ragioni: ascolto poca roba e quest'anno ho visto pochissimi film di nuove uscite. Partiamo col classificone:

BEST ALBUM 2015
La scelta è molto difficile poichè dal punto di vista musicale ci sono state fantastiche uscite dei miei gruppi preferiti. I vincitori sono tre, a pari merito. 

Winners: 
1. How Big How Blue How Beautiful - Florence + The Machine
Florence è tornata dopo un lungo periodo di silenzio con un album che mischia sonorità anni 70 al suo ormai consolidato sound, testi diretti e sinceri, pezzi da ballare, pezzi per i quali piangere. In questo maestoso album c'è di tutto, e la voce di Florence ti entra dentro. 
Best songs: What kind of man, How big blue how beautiful, St. Jude, Queen of peace.


2. M3LL155X - FKA twigs
Per me è stata la personale scoperta dell'anno. Mi sono follemente innamorata di questa piccola ragazza inglese coi controcazzi. Produttrice, ballerina, coreografa, cantante, cantautrice. Fa tutto e lo fa benissimo. E riesce a farti innamorare di lei in un batter d'occhio. Questo mini album è perfetto. 
Best songs: In time, Glass & Patron


3. Thank your lucky stars - Beach House 
Ne ho già parlato più che ampiamente qui. 


Menzione speciale:
Depression Cherry - Beach House 


Honeymoon - Lana del Rey
E' un bell'album ma nel complesso ha qualche caduta, a tratti ripetitivo nei suoni e nella linea del cantato. In generale una Lana del Rey che sembra finalmente aver trovato se stessa. 
Best songs: High by the beach, Music to watch boys to, The blackest day


Days of Surrender - Joseph Arthur
Musicassetta uscita quest'anno, reperibile fortunatamente anche su Spotify per i poverelli che hanno gettato le radio antiche. Da vedere la performance di Arthur presso gli studi di KEXP dove presenta alcuni pezzi da questo bell'album. 
Best songs: Pledge of Allegiance, Maybe You


Diludendo: 
Drones - Muse
Siamo chiari: amerò i Muse per sempre. Ma questo ultimo lavoro per me è un diludendo perchè semplicemente non è un album. Avrei preferito aspettare un po' più tempo e avere un album completo, piuttosto che questo che sembra un "contentino". Cinque bellissimi pezzi purtroppo non fanno un album, specialmente da una band che ci ha sempre abituati piuttosto bene. 
Best songs: Dead Inside, Mercy, Reapers, The Handler


BEST MOVIE
Star Wars - The Force Awakens (Episode VII)
Per me è stato l'evento cinematografico da attendere riguardano le vecchie trilogie a ripetizione. Sono andata al cinema a vederlo insieme ad una mia amica vestite da Ewok. Tanto per farvi capire quanto era grande per me l'hype. Questo settimo episodio non mi ha deluso neanche un po', anzi mi ha fatto sognare e rivivere le stesse emozioni di quando vidi tutti gli altri. E per di più i protagonisti nuovi sono adorabili e non vedo l'ora di rivederlo e rivederlo ancora prima dell'uscita degli altri episodi. 


BEST TV SERIES
Mozart in the jungle
Per me la rivelazione dell'anno. Ho già dedicato un post intero a questa bellissima serie prodotta da Amazon. 


Special mention: 
Master of none
Grazie a Netflix ho potuto vedere questa serie originale scritta e interpretata da Aziz Ansari. Confesso che la prima puntata non mi ha entusiasmata particolarmente, ma dalla seconda in poi mi ha preso tantissimo. Tanto che ho finito l'intera serie in qualche giorno.
CIAONE! 

venerdì 25 settembre 2015

Music Review: Regina Spektor's Best Performances

Riprendiamo questa sorta di rubrica: oggi parlerò delle mie performances preferite della bellissima e talentuosissima Regina Spektor. Quando arriva l'autunno, mi riascolto sempre tutta la discografia di Regina in loop. Ha un che di autunnale in sé. Comunque sappiate che è stato difficile scegliere i pezzi per due ragioni: la prima è che Regina dà il meglio di sé live e la seconda è che adoro ogni singola canzone e ogni singolo album ma sarebbe stato un post lungo 10 pagine.

1. Hotel Song (feat. Jack Dishel)
Quanto sono carini marito e moglie insieme che cantano? Questa performance, oltre che per la bellissima canzone, la adoro perchè è molto rilassata e Regina non riesce a prendere il tempo col pubblico e le viene da ridere quando dal pubblico parte il coro. Carrrrrrinissima.


2. Us - Live @ The Interface
Va beh, questa canzone è meravigliosa e se non vi piace avete un cuore di pietra molto pesante e brutto. E, accompagnata dagli archi, Regina dà il meglio di sé in questa interpretazione di questo pezzo moooolto difficile da cantare.


3. That Time - Live in London
Ho sempre voluto il DVD del suo Live in London ma nessuno mai me lo regala, mannaggia. Comunque io adoro questa canzone composta da 4 note suonate alla chitarra dalla bellissima Regina, adoro soprattutto il testo: "Hey, remember that time we decided to kiss anywhere except the mouth?" Come si fa a non amarla!?


4. Dance Anthem of the 80s - Live @ Bonnaroo
Durante questa performance si vede che è agitatissima, ma è anche così carrrrina *_* Questo pezzo è probabilmente uno dei miei preferiti in assoluto di Regina, è così semplice ma con un testo così importante.


5. Your Honour - Live @ Bonnaroo
Sempre dallo stesso festival, arriva la punk Your Honour. Regina tutto puote, se decide di fare un pezzo punk lei può: sembra carina e coccolosa ma è una badass bitch.


6. All the Rowboats - Live @ Electric Lady Studios
E direttamente dall'ultimo album (che ormai risale al 2012!) la bellissima e oscura All the Rowboats. Gli Electric Lady Studios sono fantastici, quanti bei tappeti persiani.


7. Firewood - Live @ Poisson Rouge
Quant'è magica sta canzone? Il testo, la melodia, il bellissimo solo di piano. Da ascoltare assolutamente. Possibilmente davanti al caminetto.


8. Call them Brothers - Live in Paris
Questa in realtà è un featuring, una canzone di Only Son, ovvero Jack Dishel, ovvero suo marito. Ma è una bellissima canzone, e Regina la rende ancor più sublime.


E a voi piace la buona vecchia Regina? Non pensate anche voi che sia ora di un nuovo album? Io sì.

venerdì 18 aprile 2014

Music Review: Joan As Police Woman Live @ Bronson

E' passata una settimana dal concerto di Joan As Police Woman a cui ho avuto l'immenso piacere di assistere e dunque ne parlerò brevemente.

La signora si è fatta attendere un bel po', non c'era nessun altro ad aprire il concerto e lei e la sua band di maschioni sono usciti direi intorno alle 22,40. So solo che mi facevano male i piedi e alla gente dietro di me puzzava l'alito. 


Finalmente quando è uscita, con la sua canotta dorata stile Ferrero Rocher, dei pinocchietti attillati neri e i suoi soliti stivali blu di trapunta (!) ha iniziato il concerto con What would you do? e debbo dire che live è veramente figa. Parker Kindred era in grazia divina. Ha suonato divinamente. 
Gli stivali di trapunta blu.

Poi se vi devo dire l'ordine dei pezzi non ne ho idea. Boh. I pezzi da The Classic li ha fatti TUTTI. Da The Deep Field ha fatto solo The Magic. Poi, blast from the past, ha suonato The Ride e Feed the light. Inoltre, con quel pazzoide scatenato del bassista Benjamin Lazar Davis ha suonato due pezzi risalenti al 2001 che non aveva mai suonato prima in Europa. E ci ha concesso due bis, dato che eravamo un pubblico assolutamente scatenato. Il tutto è finito con la dolcissima Your Song. 

Poi però, si sa, Joan si concede sempre ai suoi fans dopo ogni spettacolo. Così è stata letteralmente assalita da un branco di uomini di mezza età che mi spingevano e sgomitavano per passarmi avanti nella fila che si era creata attorno a lei al banchetto del merchandising. 




In ogni caso è arrivato pure il mio turno e dopo essermi fatta autografare la mia copia di The Classic mi sono fatta scrivere su un foglio, con la mia penna di tutto rispetto che mi ero portata da casa (una Parker, mica se scherza) un verso tratto dalla sua canzone Get Direct "I know nobody owns nobody" e Joan, annuendo, mi ha rivolto uno sguardo che diceva: "Fuck yeah sistah". Insomma, poi le ho detto "Thank you Joan, this is my next tattoo" e lei ha riso e poi ci siamo salutate. La amo. La amo. Peccato che abbia una calligrafia pessima, come potete constatare. Ma non mi interessa, lei è la più figa di tutte.

Per ora ho caricato solo un video su Youtube, perchè ci mettono una fottuta vita. Enjoy! 

giovedì 30 gennaio 2014

Music Review: Lana Del Rey's Best Performances

Non è un segreto che mi piaccia Lana Del Rey, e pure molto. Trovare, però, una lista di sue performance migliori non è cosa da niente. Infatti, la bella Lana ha sicuramente qualche difficoltà durante i live, soprattutto quando ha davanti un pubblico molto numeroso. Ciò non significa che non sappia fare a cantare, anzi. Tra l'altro è un'ottima cantautrice e oserei dire molto post-moderna, grazie a tutte le influenze che riesce a inserire nelle melodie e nelle parole. 

1. Video Games Live @ Corinthia Hotel.
Sappiamo tutti che questo è la punta del diamante dell'album (si dice così, vero?). Questa ballata è perfetta, semplice, efficace e, soprattutto, sincera. E in questa performance, in questo setting veramente fuori dal tempo, Lana dà il meglio di sè e ci regala quattro minuti fantastici.



2. Born to die Live @ Poolside Chateau Marmont.
Questa versione acustica di Born To Die in questa ambientazione così intima rende la performance di Lana una delle sue più riuscite di sempre. 



3. Blue Jeans Live @ The Premises.
Lana sembra molto giovane in questo video. Non che sia vecchia, ma qui dimostra tipo sedici anni. Comunque, durante questa performance (ci sono video anche di Born To Die e Video Games) Lana mostra una sicurezza che raramente si vede durante i suoi tour. E questa sicurezza sfocia in una performance davvero sublime. 



4. Off to the races Live @ Concert Privè.
Ragazzi questa canzone è difficilissima dal punto di vista vocale. E qui Lana non delude, anzi, ci regala un'esibizione davvero ben fatta di questo pezzo che trovo magnifico, uno dei migliori sull'album.



5. Million Dollar Man Live @ BBC Radio 1 Hackney Weekend.
Evidentemente Lana era in uno stato di grazia durante questo pezzo in particolare, ma ha fatto bene anche nelle altre canzoni di questo live. Ma qui dà veramente il meglio di sè. Dopo aver ascoltato questa versione è difficile tornare ad ascoltare quella dell'album. 


Ora, non è stato un compito facilissimo. Però se vi piace e sapete di altre sue performance riuscite ditemelo, magari anche dei pezzi di Paradise perchè io quelli li amo ma non ho ancora visto dei live convincenti! 

giovedì 16 gennaio 2014

Music Review: Beach House

Buonasera bella gente. In questo pomeriggio grigio e ora pure piovoso volevo allietarvi con la mia personale scelta delle migliori performance live dei Beach House.
Andrò in ordine cronologico, più o meno.

1. Apple Orchard - Live @ Juan's Basement.
Erano così giovani ed erano solo al loro secondo album, Devotion. Apple Orchard, invece, è tratta dal loro primo album, Beach House. Una delle mie preferite, tra l'altro. E questa performance mostra tutto il talento di cui Alex e Victoria dispongono.


2. Heart of Chambers - Live @ Black Cab Session.
Questa è una versione molto insolita della bellissima canzone tratta dal loro album Devotion. Alex accompagna alla chitarra mentre Victoria smartella quella povera gran cassa mentre canta.


3. Norway - Live @ Lydverket Spanderer.
Questa non è la versione di Norway che troviamo sul penultimo album dei Beach House, Teen Dream. Forse è una sorta di demo, non lo so. Comunque è molto molto molto bella. Le parole alla fine sono diverse dalla versione album. Victoria, nonostante sia chiaramente raffreddata, canta da dio.


4. Used to Be - Live in Sydney.
Questa è la mia performance acustica dei Beach House in assoluto, per svariate ragioni. Per prima cosa sono in spiaggia a Sydney. Poi, la voce di Victoria è così potente e naturale. E per finire, Victoria e Alex ci regalano un frammento di cover delle TLC, Waterfalls. Bellissimo video.


5. Forever Still - Short Movie.
Questo è un cortometraggio che i Beach House hanno realizzato l'anno scorso. Va dal tramonto all'alba, e durante il viaggio, si fermano per eseguire quattro pezzi presi dal loro ultimo album Bloom. Questo è un must see per tutti i fan dei Beach House.



Poi, volendo, c'è anche il mio modestissimo video dall'audio non troppo buono registrato al loro concerto dell'anno scorso a Bologna. Qui c'è Wild, dal loro ultimo album Bloom.

Enjoy!


venerdì 10 gennaio 2014

Year Review

Salve a tutti ragazzi! Intanto buon anno e buon 2014 a tutti, spero che quest'anno sia veramente l'opposto del 2013 perchè purtroppo per me l'anno passato è stato particolarmente brutto e difficile. COMUNQUE. E' da tanto che volevo scrivere questo post, e so di essere in super ritardo ma volevo fare anche io la mia lista dei 2013 FAVOURITES. La mia lista, come tutte le cose che provengono dalla mia mente, sarà molto random.

1. ALBUM: Biffy Clyro - Opposites.
Non potevano assolutamente mancare i miei amati Biffy, che all'inizio dell'anno scorso hanno pubblicato il loro sesto e doppio album Opposites. Pensate che quest'ultimo album ha scavalcato anche Only Revolutions nel mio cuoricino. Ha così tante canzoni epiche che non smetterei mai di ascoltare.



2. MOVIE: Baz Luhrmann - The Great Gatsby.
Il grande Gatsby è uno dei miei libri preferiti in assoluto. E ho atteso con ansia il film del buon vecchio Baz, che raramente ha deluso con i suoi monumentali film. Infatti, con la sua versione di Gatsby non ci delude. Tutto è perfetto, soprattutto il cast. Leonardo di Caprio è sublime, Carey Mulligan riesce a farsi odiare nel ruolo di Daisy, Tobey Maguire non è mai stato così credibile in vita sua.



3. SONG: Victory over the sun - Biffy Clyro.
Non credo neanche ci sia bisogno di alcuna spiegazione, basta ascoltarla questa canzone per rendersi conto di essere davanti a uno dei pezzi migliori mai scritti dai Biffy Clyro. E il video con loro mezzi nudi davanti al fuoco non guasta.



4. SHORT FILM: Tropico - Lana del Rey.
Non so se avete visto il cortometraggio uscito lo scorso dicembre, scritto, interpretato e musicato da Lana del Rey. Le canzoni che fanno da sottofondo a questo stranissimo corto sono tratte dalla Paradise Edition dell'album Born to die. Secondo me Body Electric, Gods and Monsters e Bel Air sono le canzoni più sincere e più belle che Lana del Rey abbia scritto e questo film sulla redenzione è veramente ben pensato e strutturato. Lana, secondo me, ha capito molto bene cosa significa l'American Dream, la perdita dell'innocenza e tutte le delusioni che ne derivano ed è riuscita ad incarnarlo nella sceneggiatura di questo bel cortometraggio.



5. TV SHOW EPISODE: Doctor Who - The day of the doctor.
Sono stata molto contenta che lo abbiano dato su Rai4 contemporaneamente al resto del mondo, è stato molto bello, nonostante io non sia abituata a vedere Doctor Who doppiato in italiano. Questo episodio cambia totalmente le carte in tavola nella storia di Doctor Who ed è divertente, drammatico, strappalacrime, profondo e leggero tutto allo stesso tempo.  "I have a new destination. My journey is the same as yours, the same as anyone's. It's taken me so many years, so many lifetimes, but at last I know where I'm going. Where I've always been going. Home, the long way round. " Epico, fottutamente epico.



6. SONG VIDEO: Joan as police woman - The classic.
Non so se sapete, ma la mia bella e amatissima Joan ha pubblicato il nuovo video ufficiale del suo nuovissimo singolo, The Classic. Come tutti i suoi video, è a metà tra lo scemo e il trash e la canzone è così allegra che non può non mettervi un sorriso sulla faccia. Joan è così innamorata, e io non vedo l'ora che sia l'11 di Aprile per vederla live al Bronson di Ravenna.



Ci risentiamo a breve! Adios amigos!

giovedì 12 dicembre 2013

Christmas Review

Genteeeeee. Ho appena scoperto un nuovo artista inglese che me piace da impazzì! In realtà avevo già letto un articolo su di lui qualche tempo fa e mi ero ripromessa di ascoltarmi qualche pezzo..ma come al solito, quando mi riprometto le cose, non lo faccio mai. Sto parlando di un ragazzo molto giovine. Ha la mia età infatti. E' Tom Odell, viene dall'Inghilterra, è stra biondo, magro, alto e suona il pianoforte. E compone canzoni struggenti ma bellissimissime. Ha questa voce fragile e così calda, se non lo vedi non sembra che abbia solo 23 anni.

Comunque, ogni tanto penso a quanta gente della mia stessa età sia già affermata e molto talentuosa e ricca e fa quello che ama... Non ci devo pensare, altrimenti mi scende la depressione e ciao ciao spirito natalizio.

In ogni caso, vi propongo la canzone più struggentissima ed emozionante del buon caro vecchio Tom Odell, ovvero Another Love. Mamma mia, i bbbrividi.
Enjoy!



giovedì 5 dicembre 2013

Christmas Review

Ragaziiiiiiiiii! Ieri non sono riuscita a scartare il cioccolatino virtuale perchè io e la mia amica siamo rimaste a piedi con la macchina a 60km da casa e sono arrivata a casa (e solo per questo vorrei ringraziare tutti i santi) moooolto tardi. E morta. Dal freddo e da tante altre cose. Ragion indi per cui, oggi vi do due cioccolatini perchè ve (e me) li meritate.

Vi dico già che sono due canzoni. E adesso vi dico anche quali sono. Sono proprio brava a creare suspence, veramente.

La prima è Take The Box della mia piccola Amy Winehouse che ci guarda tutti da lassù e si fa sempre delle grasse risate. Questa canzone è molto invernale e christmassy non solo perchè nel ritornello dice: "The Moschino bra you got me last Christmas, put it in the box" ma perchè ci immerge in una situazione che a me fa venire in mente l'inverno. E anche la melodia è molto invernale. Ascoltatela, Amy ha una voce da p-a-u-r-a.


Com'era giovine e bella :) E invece passiamo all'altra canzone. Che è di Feist, ed è Now at last. Scritta al piano da Gonzales e cantata dalla nostra bellissima canadese. Quando l'ascolterete capirete anche perchè fa venire in mente l'inverno e il Natale. Ha un giro di piano che ricorda proprio alcuni pezzi tipici natalizi. Non so bene quali, ma sicuramente a voi verranno in mente.


Buon ascolto e se riesco ci sentiamo domani. DOMANI VADO A VEDERE I BIFFY CLYRO! E ANCHE DOPODOMANI! Sono la persona più felice del mondo. Li amo. BYE!

lunedì 2 dicembre 2013

Christmas Review.

Salve bella gente, apriamo e magnamose il secondo cioccolatino virtuale del mese. Tra l'altro sono andata a comprare il vero calendario dell'avvento alla Lidl e l'avevano finito! BUUUUU!

Comunque, oggi volevo condividere con voi una perla musicale con annesso video, che in realtà è un cortometraggio. Sto parlando di una canzone molto invernale, di una ragazza che proviene da una terra dove l'inverno è molto lungo e freddo. E sto parlando di Feist con il suo bellissimo (e minimal) pezzo The Water, dal suo penultimo album The Reminder.

Allora. Le ragioni per le quali questo pezzo è un capolavoro sono molte. Uno: la voce di Feist. Due: il giro minimale di piano. Tre: IL VIDEO. Il video, ragazzi miei, è un'opera d'arte. E' stato girato da Kevin Drew, amicone di Feist nonchè parte dei Broken Social Scene, di cui anche la bella Leslie fa parte. In questo cortometraggio, accompagnato per cinque minuti dalla bellissima canzone di Feist, c'è Cillian Murphy (lo conoscete, lo conoscete), David Fox e la stessa Leslie Feist. Le parole sono veramente poche, le immagini tante e cotante. La storia è molto triste e vi lascio semplicemente alla visione (e all'ascolto) e fatemi sapere.


lunedì 21 ottobre 2013

Music Review

Buonsalve buona gente. Vi avevo tempo fa promesso un post sulle canzoni che quando le ascolto mi dicono: "NATALE!" ed eccolo che arriva. In questo momento, ho particolarmente voglia del Natale perchè ho voglia di vacanze. Ho cominciato la specialistica da neanche un mese e sono già oberata di cose da fare e il mal di testa inizia ad incalzare. Il mio mal di testa, ovviamente, è dovuto al fatto che ho un cervello piccolino e le nozioni nuove non ci possono stare tutte. Poverina io. Comunque, torniamo a noi e iniziamo con le Christmassy songs, che ovviamente A ME fanno pensare al Natale, non è detto che a voi facciano lo stesso effetto. Magari a voi fanno venire in mente Ferragosto, ben venga. Let me know.

Allora, inizio col dire che moltissime canzoni di Regina Spektor mi fanno venire voglia di Natale. Hanno in sè un'atmosfera invernale così accogliente, non lo so. E ora ve ne elenco alcune.
Iniziamo da Eet. Bellissima, perdio, stupenda. Se non vi fa venire in mente l'inverno questa, ragazzi miei, avete un problema (ovviamente no, però..dai).



Poi, sempre della bella Regina, anche Twenty Years Of Snow è particolarmente "natalizia" e non per il titolo, ma per il giro di pianoforte (tra l'altro è molto difficile, ho provato a scaricare lo spartito e l'ho guardato con questa faccia :O).



L'altra molto winterish di Regina è Field Below. Non so, ma a me fa subito venire in mente la neve. Tanta neve, tanta tranquillità, tutto bianco e luminoso. Il cielo grigio e qualche fiocco che scende ogni tanto.



Per concludere con Regina, dall'ultimo suo album, Firewood è la canzone più dicembrosa del mondo. Bellissima, un testo molto significativo e un giro di pianoforte da paura!



Passiamo poi a Lana del Rey, che ha nel suo repertorio ben due canzoni che per me vogliono dire "inverno". La prima è Yayo (anche se proprio non c'è niente che possa far neanche lontanamente riferimento all'inverno. Sarà l'atmosfera un po' sognante di questo pezzo). Non so.
L'altra è una cover, Blue Velvet. Ma l'adattamento fatto dalla del Rey nel suo album, con tutti quegli archi, è così "caldo".



Un'altra canzone molto invernale è la stupenda Cosmic Love di Florence and The Machine. Quella donna è capace proprio di trasportarti in un'altra dimensione, e questa è una delle canzoni più eteree e sognanti di sempre.



E qui vi devo mettere una canzone di un gruppo che è il mio guilty pleasure. Sto parlando dei 30 Seconds To Mars, e il brano in questione è Alibi. Bellissimo pezzo al piano, con la voce di Jared protagonista. Insomma, lo so, sono tamarri ma secondo me l'album This is war è un fottuto capolavoro.



Finisco il post con i miei super amati Muse e la loro Endlessly, dal loro terzo album. Un pezzo che non può non piacere, la voce di Matt qui fa sciogliere, le parole sono così romantiche. E' da ascoltare stesi con le cuffie vicino al caminetto mentre fuori piove.



Ok rega, ora vi abbandono che tra poco devo guardare The Walking Dead. E' ricominciato la scorsa settimana e debbo ancora guardare la prima puntata. E sono molto curiosa. Molto. I love you all, BYE BYE!

martedì 12 marzo 2013

Music Review: Beach House Live

Salve bella gente! Scrivo un breve post sul concerto dei Beach House al quale ho avuto l'immenso piacere di assistere sabato scorso.
Allora, partiamo col dire che avevo preso i biglietti secoli fa perchè era dal 2008 che anelavo un loro concerto in Italia. E quando ho letto su Facebook che sarebbero venuti, per di più all'Estragon di Bologna, ero più che felice. Il mio cuore ha fatto una giravolta nel petto, plouf. E, insomma, ieri era il grande giorno e io e il mio ragazzo (che ho obbligato ad accompagnarmi al concerto) abbiamo velocemente cenato al Roadhouse e siamo andati all'Estagon dove abbiamo aspettato in fila circa mezzora sotto la debole pioggia.
Quando hanno finalmente aperto le porte e ci hanno fatto entrare, mi sono catapultata sottopalco anche se non c'era ancora molto gente. Ma sono una persona paranoica, dunque.
Il concerto è stato aperto dal violinista Marques Toliver. Bravo, non c'è che dire. Ha quella Justin Timberlake vibe in sé.
Comunque, alle 11 se Dio vuole i Beach House hanno iniziato il concerto, aperto da Wild. Santiddio. Bello, bellissimo.
Ora vi metto in ordine sparso i pezzi che hanno suonato:
-Wild
-Other Peolpe
-Lazuli
-The Hours
-New Year
-Wishes
-Gila
-Myth
-Walk in the park
-Norway
-Silver Soul
-10 Mile Stereo
-Zebra
-Take care
-Irene

Sì, credo ci siano tutti. La chiusura con Irene è stata bellissimissima. Ora vi allego un po' di foto e continuo a sistemare la tesi che tra una settimana deve andare in stampa!
Gooooodbye!




giovedì 21 febbraio 2013

Music Review: Biffy Clyro

Salve gente, da quanto tempo. Non scrivo molto spesso, anche se vorrei, perchè sto sfruttando le mie poche ed esigue energie per la stesura della mia tesi di laurea. La quale è, non per vantarmi, una figata assoluta. La sto scrivendo sui Diari di Kafka. Vi farò sapere quanti punti mi daranno, ma per me è già una vittoria.
Comunque, dedico questo post interamente al nuovo doppio album dei Biffy Clyro, OPPOSITES. Perché, sapete, i Biffy Clyro sono i miei preferiti e sono nel mio cuore da molto e li amo e li adoro e tutto quanto.

Come dicevo, è un doppio album, di cui ognuno ha un "sottotitolo" se lo vogliamo chiamare così: il primo si chiama The sand at the core of our bones e il secondo The land at the end of our toes. Bellissimi sottotitoli, non c'è che dire. Il primo album si apre con Different People, una canzone che parte lenta ma che arriva ad un climax finale molto intenso. Poi c'è la bellissima e già apprezzata prima dell'uscita dell'album Black Chandelier, rimane in testa molto facilmente e quel bridge stile Nirvana è abbastanza addicting. Poi arriva una delle mie preferite in assoluto, parlo di Sounds like balloons. Energica, ritmata, una linea di chitarra che non può non piacere. Il testo poi è veramente bello. Non l'ho afferrato appieno ma ne ho apprezzato la bellezza. Arriva quindi la ballata Opposite e, anche se quando Simon dice "You are.." e sembra una canzone dei Paramore, non fatevi ingannare perché ci assomiglia solo in quelle due parole iniziali. E' una ballata quasi degna di God & Satan, ma God & Satan rimane comunque insuperabile. The joke's on us è una tipica canzone in pieno stile Biffy, e io amo la parte finale. Forse è anche una delle prime che hanno suonato live quando ancora non avevano in mente Opposites. Eeee poi c'è Biblical. Con quella super pronuncia scozzese, quel ritornello così epico che ti viene da aprire le braccia di fronte al sole splendente sul ciglio di un dirupo. Arriva un'altra mia adorata, A girl and his cat. Sinceramente non so cosa c'entri il titolo, ma è bello. E' una canzone potente, con quel ritornello che rimane subito in mente "This is what you wanted to be, this is what you wanteeeeeed!". E poi c'è The fog, per la quale sinceramente non impazzisco; è una ballata piuttosto struggente ma non mi sconfifera particolarmente. E invece arriva stra carica Little Hospitals, forse un'altra delle mie preferite in assoluto. Il basso è ultra potente, la chitarra pure, la linea di batteria molto punk. E poi anche il testo: il primo verso è geniale "I'll turn your babies into lemonade". Boh. Però il mio verso preferitissimo è: "We are individuals in our little rituals", cazzo se è vero. E questo primo cd viene chiuso dalla super bella ballata The thaw, moooolto bella.

The Land at the end of our toes inizia con la super potente e molto patriottica Stingin Belle, di cui i Biffy ci avevano già deliziato col video mesi prima dell'uscita dell'album. Dico patriottica per la bagpipe nell'outro. Bravi scozzesi. E comunque, con questo pezzo si confermano re indiscussi degli outros. Segue Modern Magic Formula, super super bella e dal vivo è un'emozione assoluta. Quel super ritornello: "I'm trying the best I can but there's a white flag burning in the middle of my hand" mi scioglie ogni volta. Poi c'è Spanish Radio, grande pezzo da sing along. Amo particolarmente il testo di questa canzone e le trombe. Ci stanno da Dio. Eh, arriva Victory over the sun, cosa non è questo pezzo!!! Bellissimo, sia live che nella versione album, per me è diventata una droga. Ma la voce di Simon in questo pezzo! Dovete assolutamente ascoltarla. Segue la molto allegra Pocket, con un solo molto carino di chitarra. E' un pezzo sicuramente leggero, ma mette molto di buon umore. E arriviamo ad un altro dei miei pezzi prediletti, Trumpet or tap. La linea del cantato mi scioglie il cuore, è troppo figa. E poi tutti quei cambi, sia di tempo che ti tonalità. La amo. Skylight arriva dopo, struggente sia nel testo che nella melodia. Bellissimo il finale, epico direi. Cosa non è poi la seguente, Accident without emergency, un'altra delle mie super favorite. E' allegra nella melodia, il testo è bellissimo, anche questa è da cantare a squarciagola ai concerti. La penultima canzone è Woo woo, che in tutta onestà devo ancora imparare ad apprezzare appieno. E il disco viene chiuso dagli organi appalla di Picture a knife fight, è una canzone veramente intensa sia dal punto di vista degli strumenti che dal punto di vista testuale.

Oltre a questi bellissimi venti pezzi, ci sono anche due pezzi strumentali, uno al piano e uno con la chitarra. Forse preferisco il secondo. E si chiamano, ovviamente, The sand at the core of our bones e The land at the end of our toes. Devo essere molto sincera e dire che al primo ascolto l'album non mi aveva preso particolarmente. Mi sembrava molto ripetitivo. MA (un grosso e importante ma) già dal secondo ascolto, Opposites ha iniziato ad attirarmi sempre di più all'interno della sua orbita e adesso ci sono dentro, completamente. Infatti credo di essere già arrivata al ventunmiliardesimo ascolto. Che ci volete fare.
Vabbè, fatemi sapere cosa ne pensate e buon ascolto!



giovedì 11 ottobre 2012

Music Review: Beach House

E' da quest'estate che devo parlare del nuovo album dei Beach House. Ma sono stata, come al solito, sopraffatta dagli eventi (perlopiù universitari: ho finito gli esami, mi manca solo il tirocinio e poi mi laureo!). Come sapete, o forse no, sono una delle mie band del cuore e per questo ero superstra eccitata per l'uscita del loro quarto album, Bloom.
Avevo già ascoltato Myth e Lazuli, che Alex e Victoria avevano pubblicato in anteprima. E, insomma, che dire. Credo che i Beach House con Teen Dream abbiano abbandonato le atmosfere più cupe della loro musica, avvicinandosi sempre più a melodie intrise di allegria. 

In Teen Dream c'era proprio allegria in ogni nota e credo che la cosa continui ma cambi in Bloom. Mi spiego meglio. Se in Teen Dream dopo ogni canzone ci si sente felici, in Bloom invece sorge sempre un che di nostalgico e melanconico alla fine. E credo che questo aspetto di melanconia avvicini Bloom alle sonorità di Devotion. Ma in realtà sono molto diversi fra loro. Effettivamente, ora che ci penso, Bloom è stato il mio disco dell'estate.

Ci sono 11 pezzi, più una ghost track. Il disco si apre con Myth e, che dire, è una canzone veramente splendida, in un climax alquanto orgasmico. La voce di Victoria penetra dentro di noi. Io lo considero il pezzo evergreen dell'album, si ascolta sempre volentieri. Arriva poi Wild che possiamo considerare uno dei pezzi 'nostalgici' di Bloom. Segue poi la già citata Lazuli. Anche Lazuli è un capolavoro, testo semplice e breve, melodie eteree e la bellissima voce di Victoria e voilà, l'ascolteresti in loop per ore. Arriva uno dei pezzi più allegri, Other People. E' molto bella e felice, mette molta allegria. Ma io mi scateno (sul serio, mi viene da agitare un sacco le braccia in aria) con The Hours. Per me uno dei pezzi migliori dei Beach House in generale. Bella, bella. Quei cori iniziali, quel riff di chitarra, quel synth. Ah. Ritorniamo alla melancolia con Troublemaker, il cui finale è proprio bello. Ma di un bello nostalgico. Si ravviva l'atmosfera con New Year, il cui ritornello mi ricorda un sacco il Giappone, non so perchè. Poi continua l'allegria con Wishes per arrivare alla (fantastica) ballata di Bloom, ovvero On The Sea. Da ascoltare d'estate al tramonto in spiaggia con la persona che si ama al fianco. L'album si chiude con la bellissimissima e superfantastica Irene. Madonna, che pezzo. Per capire il mio entusiasmo dovete ascoltarla. Quando Victoria ripete "It's a strange paradise.." mi sciolgo in un brodo di giuggiole.

Riassumendo, Bloom è un altro bellissimo lavoro dei Beach House che da quando esistono non mi hanno ancora deluso e non credo che lo faranno mai, a questo punto. Non inciampano mai, non cadono mai, non si perdono mai. Li vorrei tanto come amici. Ma non credo sia possibile. Mi farò bastare la loro sublime musica! A presto gente :)

p.s. Ma quanto è figa Victoria LeGrand?!


lunedì 23 aprile 2012

Music Review

Salve gente. Ero qui persa in Nathan Il Saggio di Lessing e nella Parabola degli anelli e tutti gli intrighi che alla fine si risolvono in una parentela che unisce tutti i personaggi (ecco! ho avuto la rivelazione: il fatto che tutti i personaggi di Nathan il saggio siano imparentati è ovviamente simbolo della fratellanza universale che deve unire cristiani, ebrei e musulmani, alieni e terrestri, biologi e preti!) QUANDO mi è venuto in mente di ascoltare un po' di nuove uscite musicali.

Partiamo da Andrew Bird, amato amato Andrew. Non avevo ancora ascoltato il nuovo album Break It Yourself e ho fatto male, malissimo ad aspettare così tanto! Lo trovo un album sublime, forse ancora meglio di Noble Beast il che dice già tutto, considerato che Noble Beast è cotanto album. La canzone che per ora mi ha colpito maggiormente è Lazy Projector e ve la metto qui:


Ah sì! Non ho ancora detto niente del nuovo album di Feist, Metals. In effetti me l'hanno passato proprio quando è uscito (ciao Ghibo, grazie) ma ho rimandato l'ascolto per molto tempo. Però poi mi sono messa ad ascoltarlo giorno e notte, notte e giorno e ADDIO. Feist ti adoro, senza di te il mondo sarebbe un posto orribile. E di Metals vi metto Bittersweet Melodies dato che il video è una figata atomica.


Ci butto dentro anche l'album di Amanda Palmer che poi tanto nuovo non è? Massì, diciamo due parole di Amanda Palmer Goes Down Under in attesa che esca l'album nuovo con la Grand Theft Orchestra. Allora allora allora. E' decisamente un album strano e non convenzionale, proprio come lo è la good old Amanda. E ogni volta che ascolto certi pezzi di quest'album (ad esempio Formidable Marinade) non posso fare a meno di ridere come un'imbecille. Però io vi metto qui In My Mind:


Ma dove la mettiamo Lana Del Rey? E voi continuate pure a criticarla in tutti i modi che volete ma io non cambierò idea sul fatto che il suo album è una bomba e che la sua voce è molto bella e anche se è tutta rifatta pur essendo ventenne no me importa nada . I suoi pezzi hanno un chè di noir in sè che per me è irresistibile. E da Born To Die vi metto la ormai molto famosa Blue Jeans, che per me rimane il pezzo migliore dell'album.


Poi ieri sera stavo guardando Che tempo che fa e c'era Norah Jones, cara ragazza. A Maggio esce il suo nuovo album, Little Broken Hearts e la canzone che dà il nome all'album per me è super ultra bellissima:


Molto bene. Diciamo anche che a breve uscirà il nuovo attesissimo album della bellissimissima e bravissimissima Regina Spektor, What we saw from the cheap seats. Dio, non vedo l'ora. Vorrei taaanto vedere un concerto della Regina, maledizione. Vorrei anche che qualcuno mi regalasse il Live in London, ma va beh. E ascoltatevi All the rowboats:




Beh insomma c'è tanto da ascoltare per fortuna, tra poco uscirà in tutto il mondo anche il primo demo della mia band! Se ci volete likeare, pigiate qui. Adieu folks!