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venerdì 14 giugno 2019

Series Review: It's Bruno!

Spero che tutti abbiate visto questa fantastica mini serie Netflix chiamata It's Bruno! con tanto di punto esclamativo, perché il punto esclamativo ci vuole proprio. Composta da otto episodi di brevissima durata (il più lungo, che è l'ultimo, dura 20 minuti) è la creazione di Solvan "Slick" Naim, che nel telefilm interpreta il protagonista, Malcolm. E infatti quello che vediamo sullo schermo è proprio Bruno, il suo vero cane. L'idea per questa serie, a quanto pare, gli è nata proprio mentre faceva delle foto a Bruno e ha trovato che fosse molto buffo. E da lì la sua mente ha partorito poi lo script per questa serie.

Di cosa parla It's Bruno? Di un cane e del suo padrone. Che vanno in giro per Bushwick, quartiere di Brooklyn abitato per lo più da immigrati, e danno la caccia a temibili hipster che non raccolgono la cacca del loro cane, latinos che rapiscono cagnolini per soldi o per feticcio personale. Malcolm discute animatamente anche con il proprietario di un supermercato che non fa entrare Bruno nel negozio. Poi prova a far diventare Bruno una superstar facendogli fare una pubblicità ma gli andrà male. Insomma, sono tanti escamotage in realtà molto mondani, conditi però con un sacco di humor, situazioni avvincenti ma anche assurde, al limite del grottesco. Il tutto in 10 minuti di episodio.

Giuro che quando Malcolm se la fa con la tipa che sul più bello urla il nome del cane Bruno invece del suo, sono morta dalle risate. E anche quando Malcolm va a trovare i suoi due amici sfattoni e uno dei due si fa sempre montare la gamba dal suo cane per 'aiutarlo'. Giuro che mi scompiscio. Dal punto di vista tecnico, tra le altre cose, la serie è molto ben fatta. La regia ha anche alcuni momenti di virtuosismo e il montaggio è un altro degli elementi che rende il tutto più spassoso. E poi la sigla, pur essendo molto breve, è spettacolare. Non ho ancora trovato il file mp3 per scaricarla perché la voglio come suoneria di tutto. Insomma, se avete 10 minuti al giorno da perdere, guardatevi It's Bruno! e fatevi quattro risate.


mercoledì 22 maggio 2019

Series Review: Fleabag 2

Fleabag è una serie britannica scritta e interpretata da sua maestà, all hail, Phoebe Waller-Bridge. Se avete visto Solo - A Star Wars Story è colei che dà la voce a L3, il droide di Lando Calrissian. 
Io avevo già avuto modo di apprezzarla in Crashing, mini serie britannica che era su Netflix (non saprei dire se ci sia ancora), sempre da lei scritta e interpretata. Serie molto carina, sicuramente da recuperare se non l'avete vista.

Ma torniamo a noi. Di Fleabag è uscita da poco la seconda stagione, composta da sei episodi di circa 23 minuti ciascuno, che ritorna a raccontare le avventure della sua protagonista e della famiglia, ad un anno e poco più dopo la fine della prima stagione (che era uscita tre anni fa e che io avevo recuperato l'anno scorso). Della prima stagione avevo amato tutto: l'ambientazione, il personaggio di Fleabag, in tutti i suoi difetti, la confessione finale della sua spirale autodistruttiva dopo quello che ha fatto alla sua migliore amica Boo. La seconda stagione, che si apre dopo 371 giorni dai fatti della prima, senza che Fleabag abbia più rivisto né suo padre né sua sorella, vede la nostra protagonista in una condizione sicuramente migliore e più stabile. E infatti tutti un po' se ne stupiscono. 

Viene introdotto anche un nuovo personaggio: il prete che dovrà officiare il matrimonio tra il padre di Fleabag e la matrigna (sempre interpretata dall'esilarante Olivia Colman). Il prete (che non ha nome) è interpretato da Andrew Scott e diventerà l'interesse amoroso di Fleabag in questa stagione. Che è una scelta già di per sé piuttosto insolita, nonostante il prete sia molto giovane, divertente e diretto. Però è pur sempre un prete. E per questo Fleabag, nonostante abbia abbandonato il lato distruttivo di sé, cerca di approcciarlo in maniera abbastanza sottile per i suoi standard. Ci riesce ma qualcosa è cambiato in lei dalla prima stagione, per cui la vediamo alle prese con l'amore, quello vero, che va aldilà dell'attrazione fisica. Infatti, in una scena molto bella e a tratti piuttosto hot, Fleabag si confessa (letteralmente), mettendosi finalmente a nudo e distruggendo quel muro di apparente frivolezza che si è creata dietro il quale si nascondono tutte le sue insicurezze. Ed è grazie a quel momento di vulnerabilità che il prete si innamora realmente di lei. Anche perché è l'unico che riesce ad accorgersi dei suoi piccoli ma costanti momenti di 'distrazione' (che avvengono quando Fleabag parla direttamente al pubblico guardando direttamente l'obiettivo della videocamera).

Il finale è molto bittersweet, confesso di aver versato qualche lacrima. Ma è così ben recitato e così onesto che davvero non ci si può aspettare un happy ending, per cui non ci si rimane neanche troppo male. Non so se è stata doppiata in italiano ma, se ne avete la possibilità, guardatela assolutamente in lingua originale. In questa stagione
specialmente per sentire il divertente accento irlandese di Andrew Scott. Quando impreca fa morire dal ridere. 
Insomma, se amate le serie tv dirette, senza peli sulla lingua, con tante parolacce e situazioni grottesche non perdetevi Fleabag. All hail Phoebe Waller-Bridge.





venerdì 11 gennaio 2019

Series Review: Le mie serie tv preferite di sempre

Ogni tanto mi prende la voglia di fare delle liste. In questo post farò un elenco delle mie dieci serie tv preferite di sempre. Quelli che vedete qui inseriti, sono i telefilm (ricominciamo ad usare questo termine ormai in disuso) che non mi stufo mai di vedere e rivedere. E intendo MAI. Quindi, ci sono tanti altri telefilm che mi piacciono, vecchi e nuovi, ma questi avranno per sempre un posto speciale nel mio cuore.

Una mamma per amica
In assoluto sta al primo posto nel mio cuore. Solo Dio e il mio ragazzo sanno quante volte all'anno riguardo Gilmore Girls, ed è una cifra vergognosa, al limite dell'ossessione. Ma è più forte di me, amo questa serie, amo tutti i personaggi, protagonisti e secondari, amo la vicenda, amo Stars Hollow e anche il fatto che, a volte, si scatenano tragedie per un nonnulla. Per me, una delle poche serie tv davvero evergreen che non smetterà mai di farmi sognare.



Friends
Confesso di aver guardato Friends per la prima volta nella sua interezza forse due anni fa, o addirittura l'anno scorso. Ma l'avrò già riguardato un milione di volte da allora. E' in assoluto una delle serie più spassose di sempre e quello che mi piace in particolare, oltre ad avere alcune situazioni al limite dell'inverosimile, è che si tratta di una comicità poco volgare. Soprattutto Phoebe, diosantissimo, è troppo spassosa nella sua ingenuità e assoluta onestà senza filtri.



New Girl
Ecco invece un telefilm piuttosto recente che mi è entrato subito nel cuore. Giuro che a volte vorrei anche io essere come Jess, anche se nelle sue avventure è piuttosto sfigata nonostante ci metta sempre il cuore. Ogni tanto riguardo tutta la serie, altre volte riguardo solo le puntate della seconda stagione in cui Nick si decide a fare il grande passo. In ogni caso, sono un ensemble talmente strano e spassoso di persone che mi fanno letteralmente scompisciare dalle risate.



Lost
Partiamo col dire che ho visto Lost quando era uscita su RaiDue e bisognava aspettare una settimana intera per vedere le puntate nuove. Due puntate alla settimana, e io immancabilmente sul divano a guardarlo con ansia e curiosità. Da allora poi l'ho rivisto più e più volte perché è una serie che contiene di tutto: fantascienza, dramma, romance, thriller e comicità (per lo più grazie al personaggio di Hurley). Lost per sempre nel cuore, e non voglio sentire lamentele sul finale della serie! E' stato perfetto.



Malcolm in the middle
Questo è uno di quei telefilm che mio padre registrava e che guardavamo insieme la sera, nonostante a mia mamma non sia mai piaciuto. E' spassosissimo, irriverente e a tratti molto scorretto politically speaking. Ma ogni puntata è talmente assurda e ridicola che non gli si può resistere. Ecco, vorrei che lo rifacessero ogni tanto in tv o che lo acquisissero Netflix o Amazon per poterlo rivedere all'infinito! Bryan Cranston prima di diventare Walter White era già fuori come un balcone anche all'epoca di Malcolm!


The O.C.
Californiaaaaaaaaaaaa here we cooooooooooooooooooome! Che anno era quando è uscito The O.C.? Datemi un secondo che lo googlo. In Italia nel 2004, dice Wikipedia. Mi ricordo ancora di come fosse diventato uno di quei telefilm che tuuuuutti a scuola e nella cerchia di amiche guardavano e di come tutte (e dico tutte) fossimo innamorate di Seth Cohen. E' una serie evergreen ormai, con i suoi colpi di scena che neanche Beautiful, le tragedie, le morti improvvise ma anche la comicità con cui Seth e Summer erano capaci di contagiare tutti. Il manifesto dei primi anni Duemila. Ah, la nostalgia.



E.R.
Trovatemi una serie televisiva medica più bella di E.R. con le sue quindici stagioni. Non esiste. E' realistica, variegata, reale, cruda. Ha portato sullo schermo alcuni dei personaggi che si ricordano come se fossero stati nostri amici nella vita reale: il dottor Greene (piango ancora ripensando alla sua morte), il dottor Ross (all hail George Clooney), Kovac, l'infermiera Abby, il dottor Carter (vi ricordate tutta la trama incentrata su di lui ambientata in Darfur?), Pratt (mannaggia piango ancora ripensando alla fine che fa). E ricordatevi sempre della puntata della prima stagione che girò Quentin Tarantino, Maternità. Anche lui grande fan di E.R., medici in prima linea. L'unico telefilm medico bello, se chiedete a me.



Game of thrones
So che è una serie ancora in produzione (anche se il 2019 ne segnerà ahimè la fine) ma mi piace troppo. Specialmente le prime tre stagioni, mi fanno impazzire, le riguarderei in loop. I motivi sono tanti: è fantasy, è cruda, è recitata molto bene, pullula di fighi pazzeschi (Kit Harington, Richard Madden, Jason Momoa per nominarne alcuni) e ci sono tanti colpi di scena. E pensare che ho aspettato tantissimo per iniziare a guardarla. Ma poi ho recuperato in fretta. E lo so che la stagione settima è stata un po' frettolosa ma attendo con ansia di sapere come tutto finirà e sento già in lontananza le risate del panzone G.R.R. Martin che siede sopra il suo manoscritto che conclude la saga che mai pubblicherà.



Mozart in the jungle
A quanto pare hanno deciso di farla finire con la stagione quattro, uscita a febbraio di quest'anno (non l'ho presa molto bene, peggio di una delusione amorosa). Sono mooooolto triste per il fatto che non sia stata rinnovata ma posso sempre consolarmi guardandola e riguardandola un milione di volte. Hai-lai e Rodrigo per sempre nel cuore, non esiste coppia fittizia più bella di loro. E soprattutto non esiste un'altra serie con questo tipo di fascino, leggerezza, leggiadria, naturalezza, musicalità e nonchalance.



Desperate Housewives
Quanto è stata epica al momento della sua uscita, questa serie? Molto, ve lo dico io. Seguire le vicende, avventure e sventure (tante) delle desperate houswives residenti a Wisteria Lane è stato un rollercoaster di emozioni, risate e pianti. Assolutamente improbabile a tratti, ma in altri molto relatable, questa serie è entrata nella storia grazie alla varietà delle sue protagoniste: Gabrielle Solis (adoro), Brie VanDeCamp (la bitch repubblicana più tosta della storia), Linette Scavo (una donna con gli attributi), Susan Delfino (una sfigata pazzesca).


Sapete quello che dovete fare, ditemi le vostre scelte per le serie del cuore! <3

venerdì 30 settembre 2016

Series Review: Gilmore Girls

Recentemente, grazie a Santo Netflix, ho avuto la possibilità di riguardare Gilmore Girls in tutta la sua interezza, dalla prima alla settima stagione. Credevo di avere già visto e rivisto tutte le serie quando le davano in tv e io tornavo giusto giusto alle 15 da scuola quando iniziava Una mamma per amica su Italia1. Ma mi sbagliavo, perchè riguardandolo ho visto puntate che non ricordavo e in più l'ho guardato in lingua originale. Pensavo fosse più difficile seguire le conversazioni ai 1000km/h di Lorelai e invece no.

Mancano ormai solo due mesi all'uscita di Gilmore Girls: A year in the life, il reboot composto da quattro mega episodi che rivedrà sul piccolo schermo tutti i personaggi che abbiamo imparato ad amare di Stars Hollow.

Inutile dire che se ho riguardato questa serie per intero nonostante l'avessi già vista innumerevoli volte in tv, è perchè mi piace. La adoro. Uno dei tanti motivi è proprio Stars Hollow, il paese immaginario in cui è ambientato. E' assolutamente impossibile che esista nella vita reale un posto del genere, in cui tutti si conoscono ma non ad un livello superficiale. Le porte stanno aperte, tutti possono entrare, la polizia praticamente non esiste neanche perchè non ci sono mai crimini. C'è un piccolo supermercato che tutti usano ma anche un negozio di musica che vende strumenti. E ovviamente c'è il Dragonfly Inn dove Lorelai lavora, anzi di cui è proprietaria.

Un altro motivo per cui amo Gilmore Girls sono le protagoniste femminili, perchè sono tutte interessanti e imperfette ma al contempo donne forti che cercano sempre di fare del loro meglio. E poi i dialoghi sono sempre brillanti, mai banali e davvero divertenti. E credo che questo aspetto risalti ancora meglio guardando il telefilm in lingua originale.

Chissà cosa ci riserverà il reboot, Rory avrà un partner (ormai nel web si sono scatenati tutti i #team per gli ex boyfriends) che potrebbe anche non essere per forza una delle sue vecchie fiamme? Lorelai e Luke avranno finalmente trovato un loro equilibrio e ci saranno altre sorprese in serbo per loro? Emily come avrà affrontato l'essere improvvisamente vedova? Insomma, non dico che un reboot fosse davvero necessario ma di sicuro, quando c'è lo zampino di Amy Sherman Palladino, il divertimento sarà assicurato.


martedì 15 marzo 2016

Series Review: LOVE

Ohibò sono quasi due mesi che non recensisco nulla sul blog, nonostante abbia guardato un sacco di cose. E debbo ringraziare Netflix di esistere ed è infatti di un prodotto di Netflix che volevo brevemente parlare: mi riferisco a Love, serie di 10 episodi creata, tra gli altri, dal buon vecchio Judd Apatow.

L'ho aggiunta alla lista delle cose da vedere così tanto per fare, come faccio molto spesso. Però un giorno durante la mia pausa pranzo ho visto il Pilot e da lì non vedevo l'ora di tornare a casa dal lavoro per potermi sparare altre puntate. Quello che mi ha salvato dal bing-watching è stato proprio il lavoro, altrimenti l'avrei guardata in un giorno. Sono solo 10 puntate da circa 30 minuti l'una.

Questa serie di Netflix è schietta, diretta e presa direttamente dalla vita di due protagonisti che potrebbero essere un po' tutti noi (se vivessimo a Los Angeles, ovviamente) le cui vite si incrociano casualmente. Gus è il protagonista maschile ed è un ragazzo gentile e carino ma, non appena impariamo a conoscerlo meglio, capiamo che anche lui possiede un lato oscuro (infatti, oltre a mandare a puttane il suo lavoro, lo vediamo anche capace di tradire).

La protagonista femminile invece è Mickey, una ragazza bellissima quanto incasinata. Dipendente da varie sostanze, tra cui alcol e sigarette (anche modificate), e dal sesso Mickey si rivela essere una ragazza insicura e alla costante ricerca di affetto. Infatti, se all'inizio sembra la tipica ragazza sicura di sè che non ha bisogno dell'aiuto di nessun altro per riuscire a vivere soddisfatta, alla fine della serie la vediamo per quello che è: una ragazza sola che cerca solo di essere amata e fa di tutto per non sentirsi sola (tra cui cose di cui poi si pentirà).

Love, però, è molto più di una semplice serie romantica su due persone che si conoscono, si piacciono e cercano di trovare un equilibrio insieme: è uno spaccato molto divertente sul mondo un po' perverso di Hollywood e degli studios di produzione, è un ritratto molto onesto della città di Los Angeles, di cui vediamo soprattutto le zone più periferiche e sconosciute, ed è soprattutto una serie poco pretenziosa. Entra dentro la vita di Gus e Mickey e, nonostante metta in risalto i loro difetti, grazie alla sua brutale onestà non ho potuto che amarla.


martedì 29 dicembre 2015

Year Review: 2015

Salve gentaglia dell'internet, sarò breve in questo mio riassunto dell'anno musicale/cinematografico ecc... per due semplici ragioni: ascolto poca roba e quest'anno ho visto pochissimi film di nuove uscite. Partiamo col classificone:

BEST ALBUM 2015
La scelta è molto difficile poichè dal punto di vista musicale ci sono state fantastiche uscite dei miei gruppi preferiti. I vincitori sono tre, a pari merito. 

Winners: 
1. How Big How Blue How Beautiful - Florence + The Machine
Florence è tornata dopo un lungo periodo di silenzio con un album che mischia sonorità anni 70 al suo ormai consolidato sound, testi diretti e sinceri, pezzi da ballare, pezzi per i quali piangere. In questo maestoso album c'è di tutto, e la voce di Florence ti entra dentro. 
Best songs: What kind of man, How big blue how beautiful, St. Jude, Queen of peace.


2. M3LL155X - FKA twigs
Per me è stata la personale scoperta dell'anno. Mi sono follemente innamorata di questa piccola ragazza inglese coi controcazzi. Produttrice, ballerina, coreografa, cantante, cantautrice. Fa tutto e lo fa benissimo. E riesce a farti innamorare di lei in un batter d'occhio. Questo mini album è perfetto. 
Best songs: In time, Glass & Patron


3. Thank your lucky stars - Beach House 
Ne ho già parlato più che ampiamente qui


Menzione speciale:
Depression Cherry - Beach House 


Honeymoon - Lana del Rey
E' un bell'album ma nel complesso ha qualche caduta, a tratti ripetitivo nei suoni e nella linea del cantato. In generale una Lana del Rey che sembra finalmente aver trovato se stessa. 
Best songs: High by the beach, Music to watch boys to, The blackest day


Days of Surrender - Joseph Arthur
Musicassetta uscita quest'anno, reperibile fortunatamente anche su Spotify per i poverelli che hanno gettato le radio antiche. Da vedere la performance di Arthur presso gli studi di KEXP dove presenta alcuni pezzi da questo bell'album. 
Best songs: Pledge of Allegiance, Maybe You


Diludendo: 
Drones - Muse
Siamo chiari: amerò i Muse per sempre. Ma questo ultimo lavoro per me è un diludendo perchè semplicemente non è un album. Avrei preferito aspettare un po' più tempo e avere un album completo, piuttosto che questo che sembra un "contentino". Cinque bellissimi pezzi purtroppo non fanno un album, specialmente da una band che ci ha sempre abituati piuttosto bene. 
Best songs: Dead Inside, Mercy, Reapers, The Handler


BEST MOVIE
Star Wars - The Force Awakens (Episode VII)
Per me è stato l'evento cinematografico da attendere riguardano le vecchie trilogie a ripetizione. Sono andata al cinema a vederlo insieme ad una mia amica vestite da Ewok. Tanto per farvi capire quanto era grande per me l'hype. Questo settimo episodio non mi ha deluso neanche un po', anzi mi ha fatto sognare e rivivere le stesse emozioni di quando vidi tutti gli altri. E per di più i protagonisti nuovi sono adorabili e non vedo l'ora di rivederlo e rivederlo ancora prima dell'uscita degli altri episodi. 


BEST TV SERIES
Mozart in the jungle
Per me la rivelazione dell'anno. Ho già dedicato un post intero a questa bellissima serie prodotta da Amazon. 


Special mention: 
Master of none
Grazie a Netflix ho potuto vedere questa serie originale scritta e interpretata da Aziz Ansari. Confesso che la prima puntata non mi ha entusiasmata particolarmente, ma dalla seconda in poi mi ha preso tantissimo. Tanto che ho finito l'intera serie in qualche giorno.
CIAONE! 

lunedì 21 settembre 2015

Series Review: Mozart in the jungle

Ho trovato il mio telefilm preferito di sempre. Non riesco a dirvi quanto mi sia innamorata di Mozart in the jungle. Lo ADORO, lo AMO, è bellissimo. E' talmente bello che non riesco a capacitarmene.
Dovete sapere che la musica classica è il mio grande amore, se tornassi indietro e se fossi mia madre, mi iscriverei al conservatorio in età molto prematura. Suonare in un'orchestra, anche di merda, sarebbe un sogno. Ma va beh, sentimentalismi a parte.

Cosa non è questo telefilm?! C'è tutto: commedia, dramma, comicità, romance, sesso. E' un perfetto cocktail di una sceneggiatura geniale (anzi, un adattamento geniale), di personaggi ben definiti, di attori fantastici e di musica perfetta. Non c'è niente di meglio della musica classica. Come non c'è niente di meglio di Gael Garcia Bernal. Non c'è. In quel piccolo uomo è racchiuso un immenso talento, e anche qui ce lo dimostra. Attore fantastico, poliglotta e poliedrico, è riuscito a dar vita al personaggio di Rodrigo ed è impossibile non innamorarsene.

E come non si potrebbe amare la protagonista Hailey, così normale da identificarsi con chiunque di noi giovini speranzosi di poter vivere delle nostre passioni. Solo che lei giustamente si fa il culo e arriva a chiedersi se l'impegno che ci sta mettendo per raggiungere il suo obiettivo, ovvero di suonare nella New York Philarmonic, sia davvero a portata di mano con un po' di fatica oppure no. E all'ultima puntata scopriamo che con il dovuto aiuto e supporto, Hailey ce l'ha fatta. Però anche io vorrei essere limonata da Gael Garcia Bernal. Con quel tipo di incoraggiamento penso di poter raggiungere tutti gli obiettivi che mi sono prefissata.




sabato 19 aprile 2014

Series Review: The Walking Dead "A"

Ce l'ho fatta! Sono riuscita a vedere finalmente l'ultimo episodio della quarta serie di The Walking Dead. Inutile dire che ci saranno spoiler, quindi se non l'avete ancora vista via di qua!

Questa quarta serie è stata alquanto altalenante, è partita lenta (vita amena alla prigione), poi ci sono stati momenti di tensione (epidemia di febbre), poi di nuovo lenta (il governatore e la sua nuova gang), poi uno scontro epico (governatore vs Rick e la banda della prigione), poi super lenta (storie on the road dei protagonisti ora divisi) e poi BOOM. Il finale.

L'ultimo episodio finalmente si concentra sul nostro eroe Rick che, con suo figlio Carl e la super figa Michonne hanno quasi raggiunto Terminus e sono allo stremo delle forze. Mentre sono lì in strada che si gustano un succulento coniglio, vengono sorpresi dalla banda a cui si è aggregato Daryl. E, insomma, i vecchi pazzoidi vorrebbero tanto uccidere Rick perchè lui tempo prima aveva strangolato il loro amico. Ma Rick, con la sua faccia da tontolone, non ha proprio intenzione di farsi inchiappettare da questi, e soprattutto non vuole che gli inchiappettino il figlio. Quindi, con uno scatto adrenalinico ribalta la situazione (come se fossi uno zombie morde nel collo Joe aprendogli la giugulare) e insieme a Michonne e Daryl uccide finalmente sta banda di stronzi. E si accanisce particolarmente sul pazzoide che voleva inchiappettarsi Carl infilandogli il coltello circa 150 volte ovunque.

E, per farla breve, arrivano a Terminus entrando dal retro perchè sono già sospettosi dall'inizio. Mica come Glenn, Maggie e gli altri che sono entrati tranquilli senza avere dubbi di alcun tipo. Cioè esattamente ciò che avrei fatto io, anche se in un ipotetico mondo apocalittico invaso dagli zombie io sarei decisamente la prima a essere morsa su tutto il pianeta terra. In ogni caso, Rick è moooooolto sospettoso e si aggira furtivo come un gatto. E, insomma, fa bene a essere sospettoso. Questi qui di Terminus sembrano tutti figli dei fiori che vogliono aiutare il prossimo ma non è mica vero. L'episodio finisce con Rick, Michonne, Carl, Daryl che entrano in un vagone merci proprio come i poveri ebrei durante la seconda guerra mondiale. E dentro chi ti ci trovano? Glenn, Maggie, Tara e tutti gli altri della banda di cui non ricorderò mai i nomi.

L'episodio finisce con una frase pronunciata da Rick, chiaramente copiata da Machete: "Hanno fatto incazzare il messicano le persone sbagliate!" 

Capito, te? Finiscono la quarta serie con una citazione da Machete. Chiamali scemi. Speriamo che questa prossima quinta serie sia dunque molto combattuta, che ci siano meno episodi "di stallo" e che i colpi di scena siano tanti. Per me questo telefilm potrebbe anche andare avanti all'infinito come Beautiful, non credo che mi stuferei mai di guardarlo.


lunedì 27 gennaio 2014

Series Review: Homeland, The Walking Dead, Doctor Who, 2 Broke Girls e New Girl

Buonasera ragazzi. Domani mattina ho un colloquio di lavoro e invece di pensare a cosa inventarmi per rendermi più interessante, sto pensando alle serie tv. Se mi facessero un colloquio sulle mie serie tv preferite sarei preparatissima, e invece. Così, in questo momento delicato, ho deciso di fare un post sui telefilm che guardo in questo periodo.
Stavo effettivamente pensando che molte serie che amo sono finite forever and ever more. Lost, E.R., Gilmore Girls, Dexter, Malcolm in the middle, Desperate Housewives. Bei tempi. Ma non tutto è perduto, il panorama delle serie tv è infinito e interessante. Cercherò di mettere questi telefilm in una sorta di classifica di preferenza personale. Ci provo.

1. HOMELAND 
Oi, è il mio preferito. Potrei guardare tutte e tre le serie una dietro l'altra e non stancarmi. Se questo telefilm era già partito bene con la prima serie, con la seconda e la terza ha raggiunto livelli di epicità epocali. Anche se, anche se, anche se. Volendo la terza stagione poteva essere tranquillamente l'ultima. Più che altro spero che questa quarta stagione non sia una delusione, sarebbe veramente un colpo basso.



2. THE WALKING DEAD
Questo sì che è il mio telefilm-droga. Appena esce la puntata in streaming la devo vedere. A parte il fatto che amo tutto ciò che riguarda zombies e apocalisse. Però questo telefilm racchiude così tanti elementi e sfaccettature diverse..è impossibile non innamorarsene. C'è lo splatter, c'è l'azione, c'è la suspense, c'è tutto. Però odio tantissimo quando interrompono la serie a metà e se ne vanno in vacanza per due mesi, eccheppalle.



3. DOCTOR WHO
Potrebbe stare tranquillamente al primo posto, ma per mancanza di tempo non sono ancora riuscita a mettermi al passo e ho solo di recente iniziato la quinta stagione, con l'undicesimo dottore interpretato da Matt Smith. Un po' mi devo ancora riprendere dal trauma del cambio Dottore, del cambio sigla (perchè, oh perchè?), dal cambio del font dei titoli di testa. Però debbo dire che per ora mi piace. Anche se, anche se, anche se. Mi mancano così tanto le prime due serie. Christopher Eccleston e Billie Piper forever in my heart.



4. 2 BROKE GIRL$
E' la mia sitcom preferita in assoluto. E' l'unica che mi fa ridere SEMPRE. Ma veramente. Lo so che non è tra le sitcom migliori della terra, me ne accorgo che certi personaggi vengono tirati fuori a cazzo e poi abbandonati, che ci sono alcune incongruenze ecc... Ma chissenefrega. E' talmente spassoso che questi "errori" non si vedono neanche. Kat Dennings e Beth Behrs formano una coppia che manco Terrence Hill e Bud Spencer. Poi ogni volta che parla Sophie, il personaggio interpretato da Jennifer Coolidge. Io mi piscio sotto dal ridere.



5. NEW GIRL
New Girl è un telefilm molto ben fatto e molto ben pensato. Molto ben recitato. E fino alla seconda stagione era quasi una droga per me. Poi la tensione che continuava a crescere tra Jess e Nick. E' stata a dir poco tangibile, sfido chiunque abbia seguito la serie a dire il contrario. Però a me questa terza serie non sta piacendo tantissimo, e non mi era piaciuto neanche l'ultimo episodio della seconda stagione. Non so, sembra quasi che non ci siano più le idee sceme e sbalorditive delle prime due stagioni. Boh. Il ritorno di Coach, poi. Per ora è alquanto inutile. Ma ci pensano sempre Schmidt e Winston a ravvivare la situazione.



Basta, non ho il tempo materiale di seguirne altre in modo ossessivo. A rigor di onestà, debbo ammettere che è da qualche tempo che ho iniziato a vedere X-Files. Sì, sì, lo so. Non l'avevo mai visto. Mi ricordo che quando ero una piccola bambina, mio padre e mia sorella lo guardavano sempre in tv ma mia madre mi diceva di non guardare. Ero troppo piccola e impressionabile. Ero anche molto diligente. E quindi sto recuperando ora. Inoltre ho iniziato anche un'altra serie, anche se per ora non so dirvi se sia meritevole o meno, ne ho visti solo quattro episodi. Sto parlando di Under the dome, tratto dal libro del mio odiato Stephen King. Per ora mi sembra carino. Carino.

Buonanotte gente!


mercoledì 11 dicembre 2013

Christmas Review

Allora ragazzi, ho disertato da venerdì perchè come già dissi sono andata a vedere i Biffy fucking Clyro a Trezzo sull'Adda e a Bologna.. sono stati due concerti e due serate incredibili, li amo veramente alla follia. Sono stati bravissimi e bellissimi e hanno pure cambiato un po' la scaletta nelle due serate (cioè, mi hanno fatto anche Accident Without Emergency e Saturday Superhouse!). Ho ballato come una scema. Ho sudato tanto quanto Simon Neil. Vi metto una foto su tutte:

Aaaaah. Va beh, me ne farò una ragione e continuiamo (e mettiamoci al passo) con il nostro calendario dell'avvento. Volevo mettervi alcune puntate natalizie di telefilm. E adesso ve ne metto alcune che a me sono piaciute particolarmente. Ovviamente sono puntate prese dai miei telefilm preferiti, quindi de gustibus.

New Girl 2x11 - Santa.
2 Broke Girls 2x13 - And the bear truth.

The big bang theory 5x11 - The santa simulation.

Malcolm in the middle 3x07 - Christmas.
Vorrei ampliare le descrizioni per ogni episodio ma la connessione internet non è per niente dalla mia parte. Va beh, guardatevi queste puntate se vi piacciono i telefilm sopraelencati!
Aufwiedersehen!

domenica 3 novembre 2013

Series Review: Dexter

Ragazzi debbo assolutamente scrivere qualcosa riguardo alla fine di Dexter. Per cui siete avvisati o voi che ancora non avete visto l'ottava e ultima stagione. Non leggete oltre e lasciate pure ogni speranza (quando la guarderete poi potrete capire).

Sfido chiunque a dire che gli è piaciuto il finale di Dexter. Non esiste quel chiunque. A nessuno è piaciuta l'ultima puntata, a pochi addirittura l'intera ottava serie. A me l'ultima stagione stava pure piacendo a dir la verità. Insomma, stava seguendo l'andatura naturale dei fatti, più o meno. Cercherò di andare in ordine.

1. La quasi tossicodipendenza di Debra. Ci stava, assolutamente. Direi che era il minimo, dopo aver ucciso a sangue freddo LaGuerta. E ovviamente, pentendosene amaramente. Sì, Debra avrebbe voluto uccidere Dexter, ma non si può cambiare il passato e non riuscendo a convivere con ciò che ha fatto, decide di affogare i suoi problemi in un mix di: alcol, droghe, investigazioni private per Elway che includono anche fare sesso con i presunti colpevoli.

2. Batista che rimane a capo del dipartimento. E anche questo ci sta assolutamente. Chiaro, dopo aver perso la sua ex-moglie è quasi naturale che non abbia voglia di servire patatine e margarita a tutti quanti ma preferisce rivendicare la morte della ex consorte. Ci sta.

3. The brain surgeon. A me è piaciuto un saccone il nuovo assassino. Perchè? Beh, cavolo, tagliava il cervello come se fosse del polpo fresco. Chiamalo ordinario. Ci stava moltissimo.

4. La Dott.ssa Evelyn Vogel. Diciamo che anche lei (per forza di cose) ci sta. Senza di lei non ci sarebbe alcun Brain Surgeon. Anche se anche se anche se, io ve lo devo proprio dire, il fatto che lei conoscesse Harry così intimamente, e che l'avesse aiutato a dare il codice a Dexter, proprio è forzato.

5. Zack Hamilton. No? No. Per me è stato un personaggio assolutamente marginale, inutile e in ogni caso troppo passeggero. Cosa sarà durato? Due puntate? Insomma, se voleva essere l'allievo di Dexter poteva anche durare un po' di più. Invece è stato proprio inutile. Non ci sta.

6. Il ritorno galoppante di Hannah McKay. Per me, ragazzi, non c'entrava proprio una pippa. Uno, perchè Dexter dopo averla lasciata in prigione sembrava se la fosse proprio dimenticata. Due, perchè, dai, è proprio impossibile che questa sia scappata di prigione e si sia sposata con l'altro e poi rimane a Miami e nessuno la riconosce. Cioè, se non sbaglio, nella serie precedente era un fenomeno mediatico. Ma va beh. Questa se ne va ancora in giro bella, coi suoi capelli biondi (una tinta no?) e nessuno se la caga. A dir poco strano. Per me non ci stava, è stata una cosa super forzata all'ennesima potenza.

7. L'assassinio spietato della dott.ssa Vogel. Cazzo, quella sì che è stata una bella scena. Dexter, impotente, che guarda Saxon (=brain surgeon) tagliare la gola in un secondo netto alla povera (e un po' cogliona, scusate) dottoressa è stato proprio l'highlight della stagione. Ci stava sì.

8. Deb che ospita Hannah McKay. Scusate proprio, ma pure questa è una forzatura bella e buona. Alla fine, tutta la situazione Hannah-Deb è anche rappresentata bene. Ma era proprio poco credibile. Ci stava nì.

9. Argentina. Ok, ok. Se accettiamo il ritorno di Hannah McKay, l'immagine idilliaca dell'Argentina e della vita perfetta tra Hannah, Harrison e Dexter ci poteva anche stare. E comunque era troppo bella per essere vera. Ma ci poteva stare.

10. Dexter che non uccide Saxon. MA PER FAVORE. Ma quando mai. Dexter è uno che ha anche ammazzato gente innocente e ora non uccide Saxon perchè vuole che sia lo stato della Florida a condannarlo?! MA FATEMI IL PIACERE. Se non è una forzatura per il finale questa, allora non so cosa lo sia. Non ci stava neanche in una galassia parallela.

E ora arriviamo alla puntata finale. Che io ho personalmente molto odiato. Perchè? Per prima cosa, Deb era proprio l'ultimo personaggio a dover morire. E poi che morte del cazzo, scusatemi. Prima si risveglia, tutta tranquilla, il futuro insieme a Joey, andare a trovare Dex ogni tanto in Argentina e tutti felici e contenti. Poi il coma irreversibile. Maddai. No. L'unica cosa che mi è piaciuta è il modo in cui Hannah sembrasse fottuta da Elway e invece è lei a fotterlo alla grande. E ben ti sta.

Ultime scene: Dexter che sparisce nell'occhio del ciclone a bordo della sua inseparabile barca Slice of life, ritrovano i pezzi della barca e lo danno per disperso. Più che altro per morto. Hannah legge la notizia in Argentina sul suo tablet e, piangendo, dice a Harrison che il suo papà arriverà molto presto(!). E poi la puntata si chiude con Dexter barbuto che smista il pesce in Groenlandia o chissà dove. Guarda l'obiettivo della telecamera per 5 secondi e poi BOOM. Fine. Per sempre.



Adesso, io non so voi, ma a me non sembra un degno finale per una serie di successo come Dexter. Certo, aveva avuto cali di stile in qua e là (vedi: quinta stagione) ma per il resto era sempre rimasta ad un certo livello. Livello che proprio è andato a quel paese con l'ultima puntata. E lo so che il finale previsto non era quello ma che è stato forzato da Showtime. Però, scusatemi, sticazzi. Fatemi sapere le vostre impressioni, o voi amanti di Dexter!