martedì 15 marzo 2016

Series Review: LOVE

Ohibò sono quasi due mesi che non recensisco nulla sul blog, nonostante abbia guardato un sacco di cose. E debbo ringraziare Netflix di esistere ed è infatti di un prodotto di Netflix che volevo brevemente parlare: mi riferisco a Love, serie di 10 episodi creata, tra gli altri, dal buon vecchio Judd Apatow.

L'ho aggiunta alla lista delle cose da vedere così tanto per fare, come faccio molto spesso. Però un giorno durante la mia pausa pranzo ho visto il Pilot e da lì non vedevo l'ora di tornare a casa dal lavoro per potermi sparare altre puntate. Quello che mi ha salvato dal bing-watching è stato proprio il lavoro, altrimenti l'avrei guardata in un giorno. Sono solo 10 puntate da circa 30 minuti l'una.

Questa serie di Netflix è schietta, diretta e presa direttamente dalla vita di due protagonisti che potrebbero essere un po' tutti noi (se vivessimo a Los Angeles, ovviamente) le cui vite si incrociano casualmente. Gus è il protagonista maschile ed è un ragazzo gentile e carino ma, non appena impariamo a conoscerlo meglio, capiamo che anche lui possiede un lato oscuro (infatti, oltre a mandare a puttane il suo lavoro, lo vediamo anche capace di tradire).

La protagonista femminile invece è Mickey, una ragazza bellissima quanto incasinata. Dipendente da varie sostanze, tra cui alcol e sigarette (anche modificate), e dal sesso Mickey si rivela essere una ragazza insicura e alla costante ricerca di affetto. Infatti, se all'inizio sembra la tipica ragazza sicura di sè che non ha bisogno dell'aiuto di nessun altro per riuscire a vivere soddisfatta, alla fine della serie la vediamo per quello che è: una ragazza sola che cerca solo di essere amata e fa di tutto per non sentirsi sola (tra cui cose di cui poi si pentirà).

Love, però, è molto più di una semplice serie romantica su due persone che si conoscono, si piacciono e cercano di trovare un equilibrio insieme: è uno spaccato molto divertente sul mondo un po' perverso di Hollywood e degli studios di produzione, è un ritratto molto onesto della città di Los Angeles, di cui vediamo soprattutto le zone più periferiche e sconosciute, ed è soprattutto una serie poco pretenziosa. Entra dentro la vita di Gus e Mickey e, nonostante metta in risalto i loro difetti, grazie alla sua brutale onestà non ho potuto che amarla.


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