lunedì 11 luglio 2011

Film Review: Harry Potter e la camera dei segreti

Harry Potter e la camera dei segreti.

Anche qui parliamo sempre di un film di Chris Columbus, e quindi vale esattamente il discorso che ho fatto l'altra volta parlando di Harry Potter e la pietra filosofale. Però qui ci sono differenze dettate dalla storia in sè.

Innanzitutto devo dire che questo secondo episodio della saga è narrativamente distribuito meglio. Ci sono meno differenze tra tempi morti e tempi d'azione e la cosa è evidente già dall'inizio. Ma questo capitolo segue, stilisticamente parlando, un anticlimax, una parabola discendente. Che culmina nell'oscenità dello scontro finale contro il Basilisco. Dico che è osceno perchè è ridicolizzato. I personaggi spiegano a parole tutto quello che già di vede guardando semplicemente la scena. "Oh no! Ecco Fanny che mangia gli occhi al Basilisco cosicchè  non può più vedere e non ti può più uccidere con lo sguardo!" Grazie al cazzo, l'avevate già spiegato prima un milione di volte che il Basilisco uccide una persona solo con lo sguardo. Non c'è bisogno che nel pieno dell'azione me lo ripeti per la miliardesima volta. Insomma, questo è solo un esempio, forse il più lampante di come NON si deve realizzare l'ultima scena d'azione di un film.
Che altro dire. Forse qui la recitazione di Daniel Radcliffe è addirittura peggiore che nel primo episodio. Probabilmente visto il successo del primo film in questo secondo si è un po' adagiato sugli allori.
Poi un'altra cosa ho notato e con questa chiudo qui il discorso dandovi appuntamento alla prossima recensione del terzo capitolo (sono contenta dal canto mio che finalmente Chris Columbus non sia più il regista): tecnicamente, il film alterna inquadrature decisamente avvincenti e per niente banali a zoomate veloci oscene che fanno rabbrividire.

Adios!

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