giovedì 2 dicembre 2010

Film Review

Eccoci qui in diretta dalla freddissima Germania a scrivere quattro cazzate su qualche film, su alcuni film che ho visto ultimamente.

Parto? Massì dai, tanto non ne ho voglia di continuare a leggere Mrs Dalloway e, in ogni caso, sono solo a pagina dodici, neanche se mi impegnassi duramente riuscirei a finirlo per domani. Beh poco male, la storia la so già e ho guardato sia il film del 1997 che The Hours, quindi qualcosa riesco a tirarlo fuori. Sto divagando, come al solito.

Okkey, i film. Ah sì. Nelle ultime settimane ho visto molti film. Tutti diversi fra loro. Però vorrei comunque scriverci due paroline per ognuno.

Valzer con Bashir. Film d'animazione sul conflitto israeliano-palestinese. In realtà è un film sull'impatto che quella guerra ha avuto su chi l'ha combattuta. Il protagonista sa di avere partecipato ad alcuni eventi, ma non sa più con chi nè quando. Il film, quindi, segue il suo percorso di recupero della sua memoria di guerra. E per raccogliere tutte le informazioni che gli servono per riempire alcune lacune e mettere nel giusto ordine alcuni ricordi, visita tutte gli ex-compagni di guerra (nonchè a volte anche vecchi amici).
Dal punto di vista strettamente tecnico, è un film veramente ben fatto. Ci trasporta in un'altra dimensione, non siamo più nel mondo, i colori sono innaturali, perchè quel mondo in cui la guerra è ormai routine non è più umano, è qualcosa al di fuori della realtà. E il finale serve proprio per riportarci coi piedi per terra, come se Ari Folman ci volesse dire "Hey adesso risvegliatevi dal sogno in cui vi ho trasportato e guardate che tutto questo è successo davvero!"
Eppure c'è qualcosa che mi mantiene "fredda" nei confronti di questo film. Non so cos'è e non so perchè, ma non riesce a prendermi del tutto, a coinvolgermi appieno, a trasportarmi all'interno della storia totalmente. Questo non toglie il fatto che sia uno dei film migliori di questi ultimi anni.



New York, I love you. Film collettivo a episodi un po' anomali perchè sono incollati tra loro brillantemente che nemmeno ci si accorge di aver finito una storia e di starne cominciando un'altra. Sono storie d'amore, di passione, di amicizia che hanno come unico filo conduttore New York. Neanche a dirlo, l'episodio che mi è piaciuto di più è quello diretto da Fatih Akin. Credo che quell'uomo abbia veramente un dono. E l'altro episodio che mi ha particolarmente colpito è quello diretto da Kapur, che in origine avrebbe dovuto dirigere Minghella, poi deceduto (il film è dedicato a lui). Mi ha colpito positivamente la magnifica interpretazione di Shia LaBeouf, che finora ho visto recitare solo in ruoli abbastanza superficiali e/o non remarkable.



Clerks. Era da tanto che lo volevo vedere e ora che l'ho visto devo dire che pensavo fosse qualcosa di totalmente diverso. Mi ha stupito in senso più che positivo. Perchè nonostante sia chiaro che è stato fatto con due lire, è veramente un film brillante. Dialoghi politicamente scorrettissimi, una successione surreale di eventi (che sembra di stare in quei sogni dove non arrivi mai alla meta), musiche fighissime (l'unica cosa costosa del film sono stati i diritti per le canzoni in effetti). Insomma, un film intelligentemente divertente. Fa pure rima, cosa volete di più?



Machete. Finalmente, l'avevo anelato per mesi. E ora che l'ho visto, devo dire che l'attesa è stata totalmente ripagata da questa figata di film. Rodriguez ha fatto centro, di nuovo. Credo sia il suo film più maturo e, in un certo senso, quello che racchiude in sè tutti i topoi della sua poetica cinematografica. Perchè oltre ai soliti combattimenti (che devo dire sono anche meno splatter e più leggeri del solito) c'è anche una trama che, seppur calata nel contesto comico, vuole far trasparire il problema della frontiera USA-Messico. Regia da capogiro e interpretazioni sorprendenti (Lindsay Lohan sembra addirittura convincente!).



Il favoloso mondo di Amelie. Non l'avevo ancora visto, no. E adesso che l'ho fatto, è entrato subito dritto dritto nella lista dei miei preferiti. Grazie alla storia raccontata, il modo in cui viene rappresentata, grazie alla favolosa interpretazione di Audrey Tatou, grazie a Mathieu Kassovitz (sbaaaav), grazie alle musiche di Yann Tiersen, grazie al sano e non melenso romanticismo che ci viene mostrato. Amelie è una ragazza adorabile, ingenua (anche se è stata costretta a crescere troppo in fretta) che si innamora perdutamente di un ragazzo che non conosce ma che è esattamente come lei. Regia a dir poco perfetta, fotografia che sprizza francesità (?) da tutti i pori, sceneggiatura adorabile, colonna sonora da orgasmo.



Full Metal Jacket. Film che si divide brutalmente in due parti. La prima, ci racconta l'addestramento di nuovi Marines e la drammatica situazione di Palla di Lardo (Vincent D'Onofrio da p-a-u-r-a!). La seconda ci mostra la guerra. Che dire, Kubrick dà ancora una volta prova del suo maniacale perfezionismo (non doveva essere facile lavorarci insieme) stilistico. A volte mi inquieta tutta quella perfezione nei suoi film. Forse era quello il suo intento o forse no. E comunque, così come ce la racconta Kubrick, sembra proprio di essere in guerra anche noi.



Auf der anderen Seite. Fatih Akin santo subito. E avrei già detto tutto. Ma diciamo due parole su questo film, che però -devo ammettere- mi è piaciuto leggermente meno di Gegen die Wand (La Sposa Turca). Sceneggiatura a dir poco perfetta, storie di vite che, inevitabilmente, si incontrano e si scontrano (brutalmente). Ho trovato geniale la divisione in tre "capitoli", la regia è sempre ottima, le interpretazioni fantastiche (tralasciamo il fatto che non avevo riconosciuto Hanna Schygulla, la Lili Marleen del buon Fassbinder). Poi è stato bellissimo vedere i luoghi che frequento tutti i giorni (die Uni Hamburg, die Mensa, die U-Bahn) trasferiti sul grande schermo. E poi, nonostante ci siano vari momenti tragici in questo film, il finale dà veramente molta speranza. E in questo differisce totalmente rispetto a La sposa turca. E forse è solo questo il motivo per cui preferisco di poco Gegen die Wand. Perchè a me piacciono i finali che non ti lasciano neanche un barlume di speranza, quelli che ti fanno capire che "cosa ti credi che nella vita esistano davvero gli happy end?". [piccola postilla: la traduzione italiana di questo film fa defecare: Ai confini del paradiso. Dico, ma stiamo scherzando?]



Mi fermo qua anche se avrei altri film da commentare. Lo faccio un'altra volta. Ora devo impegnarmi a ricordarmi di respirare. Le aspirine sono il medicinale più inutile della terra. Loser a chi l'ha inventata.
Non vedo l'ora di guarire per andare a fare a palle di neve con qualcuno. Amburgo sotto la neve è magica *__*

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