giovedì 23 giugno 2011

Film Review

Ieri sera ho dato il via alla mia maratona dei film di Harry Potter. Mi devo rinfrescare la memoria prima dell'ultimissimo episodio di questa fortunata serie. E poi, guardando il trailer di Harry Potter And The Deathly Hallows Pt II, è proprio cresciuto in me il desiderio di vedere tutta la saga all over again.

Quindi ieri sera mi sono guardata il primo episodio, Harry Potter e la pietra filosofale, uscito ormai nel lontano 2001. Dieci anni fa. Avevo undici anni. Ero andata al cinema con le mie amichette a guardarlo, accompagnate da mio padre che ci aveva fatto stare in sette su una Ford Fiesta a tre porte. Bei tempi.

Torniamo a noi e non perdiamoci in nostalgici sentimentalismi. Harry Potter e la pietra filosofale è un film diretto da Chris Columbus, già regista di pellicole amate come Mamma ho perso l'aereo, Nemiche amiche o L'uomo bicentenario. Quindi, se proprio vogliamo ridurre tutta la sua carriera in due parole, è un regista che fa film solitamente per bambini. O meglio, si divide tra pure commedie realizzate per far ridere (se poi fanno ridere o meno dipende da ognuno di noi, vedi Mrs Doubtfire) e film drammatici strappalacrime che ti propinano la solita morale finale all'americana (Nemiche amiche). In mezzo a queste sue due tipologie predilette ci ha messo anche due film per ragazzi tratti da romanzi (per ragazzi) in cui il protagonista è un ragazzino che si ritrova ad essere l'eroe di un mondo, diverso da quello normale, che deve salvare. Uno è l'ultimo Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo e l'altro è proprio il primo Harry Potter.

Sto divagando come non mai. Adesso provo a ritornare in carreggiata, se ce la faccio. Ciò che volevo far capire attraverso questa lunga premessa su Chris Columbus (che tra l'altro ha un nome e cognome bellissimo, a mio parere. Boh, suona come un personaggio dei fumetti) è che è un regista per bambini. E che, di conseguenza, il suo Harry Potter è un film per famiglie. E, attenzione, la cosa va benissimo così, non è che io stia criticando la scelta di realizzare questo primo capitolo (e il secondo) come un film per famiglie. Il problema si pone dal momento in cui Chris Columbus non sarà più l'unico regista degli altri film della saga.

Il che può essere considerato un bene e un male. Un bene, per chi non ha apprezzato lo stile con cui Chris Columbus ha realizzato i primi due episodi di Harry Potter e sperava in un cambio di rotta prima che fosse troppo tardi; un male, per chi, invece, sperava in una linea continua nella realizzazione della saga. Perchè se c'è una cosa che contraddistingue gli Harry Potter prima dell'arrivo di David Yates, è proprio che sono tutti diversi fra di loro. Ogni regista ha messo il proprio zampino, il proprio stile. E se quindi i primi due film partono con un'impronta infantile, proprio perchè il regista è esperto di film per ragazzi, gli altri proseguono e si evolvono con una linea un po' più matura.

MA. La cosa che mantiene uniti tutti e otto i film e che li fa apparire meno diversi è che lo sceneggiatore è sempre lo stesso (se escludiamo il quinto episodio, Harry Potter e l'Ordine della Fenice in cui è cambiato per una ragione a me ancora sconosciuta). Ed è Steve Kloves. E questa è una buona cosa. L'altra buona cosa è la colonna sonora di John Williams. Epica, fantastica, rimarrà nella storia. Un altro motivo in più per far santo nonno John.

Finito il discorso su tutta la saga in generale, passiamo al particolare e parliamo quindi brevemente solo del primo episodio (che è il motivo per cui sto scrivendo questo post) Harry Potter e la pietra filosofale.
É indubbiamente un bel film, realizzato bene, recitato discretamente con un uso leggermente eccessivo del computer. Un film decisamente lungo, in cui i tempi non sono distribuiti al meglio ma che alterna con successo scene di azione a scene più statiche. Con un bel climax finale e un happy end che è destinato a durare solo fino al film successivo.

Qui concludo il mio discorso per una serie di motivi (ho fame) e vi saluto dicendovi che non ho finito di rompervi le palle con Harry Potter perchè scriverò del secondo capitolo appena lo rivedo (questa volta, spero, con i popcorn).

Adieu, e (volevo salutarvi con una frase alla "che la forza sia con te" ma Harry Potter non ha nessuna frase del genere).

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