sabato 1 novembre 2014

Film Review: Boyhood

Ciao amici, dopo un'eternità eccomi qua, trallallallà. Vi confesso che aspettavo con ansia di vedere Boyhood, il nuovo "maestoso" film di Richard Linklater, perchè come forse molti di voi non sapranno, Linklater è il mio Dio. Uno che mi ha partorito Before Sunrise, Before Sunset e Before Midnight non può che avere la mia più completa stima e adorazione. Un giorno gli farò un altarino. Tutto ciò per dire che ero assolutamente molto curiosa di vedere il famoso film girato in 12 anni, Boyhood. E, insomma, in poche parole l'ho amato.

Linklater e la sua crew, ormai composta in via definitiva anche da Ethan Hawke che mai si limita a fare solo l'attore nei suoi film, hanno un potere speciale, che quasi nessuno nel mondo (o per lo meno, quasi nessuno nel cinema contemporaneo americano) ha: raccontare la vita. Ebbene sì, signori e signore, Linklater sa raccontare nei suoi film la vita com'è. Così come Virginia Woolf è l'unica scrittrice che sa mettere nero su bianco il modo in cui funzionano i pensieri umani, Linklater è l'unico che sa mettere sullo schermo la pura e semplice vita senza fronzoli e cazzate varie.

In questo bellissimo film di tre ore, che scivolano via come se niente fosse, viene raccontata la vita di una famiglia un po' strana ma assolutamente normale nella loro stranezza. La storia non è raccontata attraverso gli occhi di Mason Junior ma in gran parte la vediamo dalla sua prospettiva, partendo dalla sua infanzia e passando attraverso la travagliata adolescenza fino all'inizio dell'età adulta. Questo sicuramente non è un film per quelli che vogliono che succeda per forza qualcosa, perchè se ci pensate bene in Boyhood non è che succeda veramente "qualcosa", if you know what I mean. Ed è per questo che dico che Linklater riesce a raccontare la vita vera: troppo spesso si tende a raccontare agli altri (e a considerare internamente) la propria vita come una serie di "fatti" che si susseguono. Ma nella vita, prevalentemente, non è che succedano COSE. Lungi da me essere filosofica, voglio solo dire che nella vita i fatti sono secondari, è la nostra esperienza interiore e personale ad essere veramente fondamentale.

Quindi non è vero che in Boyhood non succede niente, succede la vita. E se non vi è piaciuto, beh, allora non vi piace la vita.


7 commenti:

  1. Ne stanno parlando tutti. Devo vederlo!

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  2. bel post!
    a breve esprimerò anche il mio verdetto...

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  3. Ma hai dimenticato un piccolo dettaglio, che ritengo sia anche punto focale del film: gli ha venduto la GTO misericordia!

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  4. Great review!!!
    would you like to follow each other? let me know...I always follow back.
    Besos, desde España, Marcela♥

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