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lunedì 12 gennaio 2015

Year Review: Il classificone del 2014

Ciao a tutti belli e brutti (siamo tutti bellissimi, dovrebbero abolire l'aggettivo brutto per le persone) sono qui oggi 12 Gennaio 2015 a farvi il classificone 2014 perchè se aspetto un altro po' arriva McFly.
Bando alle ciance, let's get started.

BEST MOVIE
Sono molto combattuta. Per cui metterò entrambi i miei vincitori, già commentati su questo blog: Alabama Monroe/ The Broken Circle Breakdown e Boyhood.



BEST ALBUM 
Anche qui ho due vincitori, sono un'eterna indecisa. Uno è The Classic di Joan As Police Woman, già commentato in precedenza sul blog; l'altro è Sheezus di Lily Allen, non commentato sul blog perchè in realtà l'ho preso in mano da poco. Me ne sono innamorata, Lily's sooooooo fucking back.



BEST SONG
Per quanto non mi piaccia ridurre un intero anno ad una sola canzone, vi dirò che per me la canzone evergreen del 2014 è West Coast di Lana del Rey. So on point.


BEST SERIES
Homeland stagione quattro, cazzo! Non so se sapete, ma sono ossessionata da Homeland e difenderò questa serie fino alla tomba. Per me non ha mai avuto alti e bassi, come quasi tutta la blogosfera dice. E' sempre fantasticamente fantastica e nonostante fossi scettica prima di iniziare quest'ultima stagione, mi sono dovuta ricredere.



BEST VIDEO
Deve per forza essere Hard Out Here di Lily Allen, è così esplicativo e la frase Forget your balls and grow a pair of tits è il mio nuovo motto.


Ciao belli! :D

sabato 1 novembre 2014

Film Review: Boyhood

Ciao amici, dopo un'eternità eccomi qua, trallallallà. Vi confesso che aspettavo con ansia di vedere Boyhood, il nuovo "maestoso" film di Richard Linklater, perchè come forse molti di voi non sapranno, Linklater è il mio Dio. Uno che mi ha partorito Before Sunrise, Before Sunset e Before Midnight non può che avere la mia più completa stima e adorazione. Un giorno gli farò un altarino. Tutto ciò per dire che ero assolutamente molto curiosa di vedere il famoso film girato in 12 anni, Boyhood. E, insomma, in poche parole l'ho amato.

Linklater e la sua crew, ormai composta in via definitiva anche da Ethan Hawke che mai si limita a fare solo l'attore nei suoi film, hanno un potere speciale, che quasi nessuno nel mondo (o per lo meno, quasi nessuno nel cinema contemporaneo americano) ha: raccontare la vita. Ebbene sì, signori e signore, Linklater sa raccontare nei suoi film la vita com'è. Così come Virginia Woolf è l'unica scrittrice che sa mettere nero su bianco il modo in cui funzionano i pensieri umani, Linklater è l'unico che sa mettere sullo schermo la pura e semplice vita senza fronzoli e cazzate varie.

In questo bellissimo film di tre ore, che scivolano via come se niente fosse, viene raccontata la vita di una famiglia un po' strana ma assolutamente normale nella loro stranezza. La storia non è raccontata attraverso gli occhi di Mason Junior ma in gran parte la vediamo dalla sua prospettiva, partendo dalla sua infanzia e passando attraverso la travagliata adolescenza fino all'inizio dell'età adulta. Questo sicuramente non è un film per quelli che vogliono che succeda per forza qualcosa, perchè se ci pensate bene in Boyhood non è che succeda veramente "qualcosa", if you know what I mean. Ed è per questo che dico che Linklater riesce a raccontare la vita vera: troppo spesso si tende a raccontare agli altri (e a considerare internamente) la propria vita come una serie di "fatti" che si susseguono. Ma nella vita, prevalentemente, non è che succedano COSE. Lungi da me essere filosofica, voglio solo dire che nella vita i fatti sono secondari, è la nostra esperienza interiore e personale ad essere veramente fondamentale.

Quindi non è vero che in Boyhood non succede niente, succede la vita. E se non vi è piaciuto, beh, allora non vi piace la vita.